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Viminale cerca giornalisti: un anno di lavoro ma è gratis

ROMA – Cercasi giornalisti professionisti disposti a lavorare gratis. E’ il posto offerto dal Ministero dell’Interno che cerca un esperto della comunicazione cui affidare un tema particolarmente delicato e ad alto contenuto specialistico: l’immigrazione. Un incarico di prestigio che, come specifica lo stesso bando, richiede comprovata esperienza e competenze, ma tutt’altro che allettante: in palio ci sono 12 mesi “non rinnovabili” di lavoro duro “a titolo assolutamente gratuito”.

Non solo, perché il dicastero guidato da Angelino Alfano non cerca certo giornalisti novellini, li vuole professionisti, cioè persone che “esercitano in modo esclusivo e continuativo”, e quindi non dispongono di altre fonti di reddito. Inoltre devono conoscere l’inglese e avere “un’esperienza documentabile di almeno tre anni nel settore”.

L’Fnsi, il sindacato nazionale dei giornalisti, è subito insorto e ha chiesto il ritiro del bando: “È inaccettabile, oltre che offensivo, che il ministero dell’Interno proceda ad una selezione pubblica per reclutare un giornalista professionista specificando che l’incarico è a titolo gratuito”, affermano, in una nota, il segretario generale, Raffaele Lorusso, il presidente, Giuseppe Giulietti, e il segretario aggiunto e presidente della commissione lavoro autonomo della Fnsi, Mattia Motta.

Ma per il ministro Alfano, “non è una novità“: “Nessuno costringe nessuno. Vediamo se qualcuno vuol dare una mano d’aiuto in questo modo, viceversa prenderemo atto che nessuno ha voglia. Ma suppongo che qualcuno la presenterà, la domanda. Il nostro approccio, ovviamente, non è un approccio sindacale, ma è un approccio che dà l’opportunità di un’esperienza”. Tradotto: si offre esperienza a chi nel proprio bagaglio ne ha già da vendere ma il Ministero non è disposto a monetizzarla.

Infine desta non pochi dubbi la procedura adottata, vista la scarsa pubblicità del bando e la breve finestra di candidatura: scarsi 10 giorni. Espedienti che di solito servono a piazzare gli amici dei politici se non fosse che appunto l’incarico è gratis. Solo un rimborso spese di viaggio, vitto e alloggio fuori dal proprio comune di residenza. A meno di mirabolanti rendicontazioni gonfiate.