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Jazz, nella sua nascita un po’ di Sicilia: 1805, quando la banda dei marines reclutò…

 Jazz, nella sua nascita un po' di Sicilia: 1805, quando la banda dei marines reclutò...

Jazz, nella sua nascita un po’ di Sicilia: 1805, quando la banda dei marines reclutò…

ROMA – Jazz, nella sua nascita un po’ di Sicilia: 1805, quando la banda dei marines reclutò… C’è un pizzico di Sicilia nella nascita della musica jazz, vanto della cultura degli ex schiavi, compendio di stili e linguaggi musicali quanto mai eterogenei, simbolo del novecento americano… Musicisti siciliani doc hanno contributo al crogiolo ottocentesco, a quel pentolone dove tutte le influenze del mondo hanno dato ricchezza e spessore ai ritmi sincopati importati dall’Africa nelle colonie del Nuovo Mondo.

E’ dalla storia di una assunzione collettiva, quella di un ventina di musicisti siciliani nella nascente banda dei marines nel 1805, che il professor Francesco Martinelli, direttore dell’ archivio Arrigo Polillo di Siena Jazz, prende le mosse per raccontare la vena sicula della miniera jazz.

“Sono stato obbligato a dare al capo 50 dollari e al resto 10 di premio, con un risarcimento di 8 dollari alle mogli, altrimenti non sarei riuscito a ingaggiare nessuno”: è il capitano John Hall a scrivere. Sta riferendo trattative e sviluppi del reclutamento di musicisti siciliani per la Band dei Marines, un pallino del presidente Thomas Jefferson, melomane frustrato dalla penuria musicale del suo grande paese. Saranno ingaggiati quando la marina Usa toccherà i porti borbonici per la prima guerra esterna della sua storia, contro i berberi del Mediterraneo.

Qui Hall si accorge del talento di alcuni musicisti locali. Saranno un’avanguardia in un paese fondato da pionieri, insegneranno l’uso del tamburo rullante e della tromba ai musicisti neri.

Come spiega Martinelli, nel corso dell’Ottocento le «Italian band» ebbero un ruolo molto importante. «Ad esempio il piemontese Conterno dirigeva la banda della flotta del Commodoro Matthew Perry durante la spedizione in Giappone del 1853 e suo figlio Luciano diresse la Banda della Marina». Con l’arrivo della Ellery Band, poi, inizia la cosiddetta «invasione italiana», preludio alla nascita del jazz. «Durante la guerra di Secessione – conclude lo studioso – molti afroamericani furono arruolati dall’esercito nordista venendo a contatto con le bande militari e con strumenti come il tamburo rullante e la tromba». (Giorgio Romeo, La Stampa)

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