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Ospedali: i 98 dove parto è rischio. Boldrini ne difende uno

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ROMA – Gli ospedali dove partorire sicure sono quelli dove nascono almeno 500 bambini l’anno (in realtà la cifra indicata dalle autorità sanitarie internazionali sarebbe mille, ma l’Italia si “accontenta” di 500). Il motivo è ovvio: più nascite cioè più esperienza, personale esperto, più strutture sperimentate. Quindi più sicurezza per la madre e il nascituro. Sotto i 500 parti all’anno comincia l’area rischio, limitato ma rischio. Lo si sa e lo si dice da anni.

Eppure per campanilismo, ignoranza e clientelismo in 98 mini ospedali italiani si va a partorire sotto quota rischio. Uno di questi lo difende niente meno che il presidente della Camera, Laura Boldrini. Forse per campanilismo, forse per ignoranza, forse per clientelismo Laura Boldrini ha scritto nero su bianco al ministro Lorenzin: oggetto della missiva la salvezza del punto nascita di Fabriano, appena 398 parti l’anno). La circostanza è riferita da Paolo Russo su La Stampa ed è probabile che la presidenza della Camera preciserà di essere intervenuta a tutela della “salute sul territorio” o qualcosa di simile. Ma, a parte la non commendevole iniziativa di una carica istituzionale di muovere a difesa del “suo” territorio, delle sue Marche, il corto circuito che scatta è quello di interventi della politica, spesso anche del clero e della gente stessa, a difesa del “rischio salute sul territorio”. Corto circuito per cui ad esempio una donna presidente della Camera cerca di scongiurare la chiusura di un punto nascita dove partorire è rischioso.

Ci sono, nel nostro Paese, 98 cosiddetti punti nascita dove di nascite se ne vedono in verità poche: meno di 500 l’anno, cioè una o due al giorno. Strutture insicure secondo le linee guida internazionali che dicono che un punto nascita si può considerare sicuro ed efficiente dalle mille nascite l’anno in su. In Italia il legislatore si è sentito di essere più generoso e ha posto l’asticella a quota 500 parti: sopra si rimane aperti e attivi e sotto si chiude, stabilì nel 2010. Si chiude perché strutture troppo piccole non sono convenienti dal punto di vista dei costi e, cosa più importante, non garantiscono sicurezza perché i medici non potrebbero fare esperienza e non si potrebbe garantire una copertura h24.

A sei anni dalla decisione, quasi cento strutture ‘pericolose’ sono ancora attive. Dato che in fondo non stupisce nel Paese dei campanili, tanto che anche la presidente della Camera Laura Boldrini si è sentita in dovere di prendere carta e penna e difendere una di queste micro-strutture, guarda caso, nella terra dell’ex portavoce dell’Unhcr.
“Pochi giorni fa la Presidente della Camera, Laura Boldrini, ha preso carta e penna chiedendo alla Lorenzin di fare il possibile per scongiurare, nelle sue Marche, la chiusura del punto nascita di Fabriano (appena 398 parti)”, racconta Paolo Russo su La Stampa.

E la prima, se non l’unica ragione che si può trovare alla richiesta della Boldrini è quella della difesa del campanile, dell’interesse particolare, anzi particolarissimo. Una difesa più che radicata nella cultura italica ma che, almeno in questo caso, sembra andare contro gli interessi di chi i punti nascita dovrebbe e dovrà utilizzare, e cioè mamme e nascituri. Se infatti si prendono per buone le raccomandazioni stilate dagli esperti del settore dall’Oms in giù, e francamente non si vede perché non si dovrebbe, strutture piccole hanno troppi pochi parti l’anno per consentire ai medici di fare esperienza. Pochi per garantire 24 ore su 24 ostetriche, ginecologi, pediatri ed anestesisti. E di conseguenza hanno sale parto insicure, come hanno sempre dimostrato le statistiche.

Una questione che dovrebbe interessare sempre e che sempre dovrebbe essere attuale visto che il tema della nascita, ed in particolare nell’aspetto che riguarda la sicurezza e la salute di madri e figli, è un tema senza tempo. Ma un tema che ancor più in questo inizio d’anno in cui si sono registrati in Italia in pochi giorni tre tragedie in altrettante sale parto meriterebbe di essere affrontato con attenzione e senza fini che non siano quelli dell’efficienza e della sicurezza delle strutture.

A Lipari nel 2014 si sono contate appena 13 nascite  – racconta ancora Russo -. E’ un isola, si dirà. Ma gli esperti dicono che in questi casi è molto più sicuro ed economico un sistema di elisoccorso che mantenere in piedi un punto nascita dove, se arriva un caso complicato, non si ha l’esperienza per intervenire in modo adeguato. Sempre che sia disponibile qualche medico di guardia, visto che più piccola è la struttura e meno è garantita la presenza su 24 ore di una equipe sanitaria di base, dicono di dati del Ministero. In Sicilia, dove i punti nascita con meno di 500 parti sono 13, la ‘guardia medica attiva’ è garantita solo in 12 strutture su 56”.

Al Nord le cose vanno meglio, secondo i dati raccolti dal Comitato percorso nascite nazionale del Ministero delle salute che sulla questione ha redatto un mini-dossier, ma anche nella efficiente Lombardia, che di strutture dovrebbe chiuderne 8, in 21 punti nascita su 70 non è garantita la presenza del pediatra o del neonatologo per tutta la giornata. In Piemonte, dove le strutture considerate a rischio sono comunque 6, almeno le guardie mediche sono quasi ovunque garantire a qualsiasi ora del giorno e della notte.

Dossier del Ministero che sottolinea poi un’altra cattiva abitudine del nostro Paese, e cioè l’irresistibile amore che evidentemente nutriamo per il parto cesareo. Lo standard, ricordano i documenti ministeriali, dovrebbe essere del 15% di parti cesarei sul totale delle nascite. In Italia se ne fanno un po’ più del doppio: il 36,7% del totale. Percentuale che sale a quasi il 57% se si partorisce in clinica.

Di seguito l’elenco delle strutture al di sotto dei 500 parti l’anno divise per Regione
Piemonte (ospedale e numero di parti)
Ospedale San Biagio Domodossola 247
Ospedale Castelli di Verbania 446
Osp. Ss. Pietro e Paolo Borgosesia 498
Osp. Santo Spirito Casale M. 431
Osp. degli infermi Ponderano 70
Osp. Civile di Susa 132

Lombardia
Osp. Carlo Ondoli, Angera 453
Osp. Moriggia Pelascini, Gravedona 225
Ospedale di Chiavenna 292
Osp. S.Maria delle Stelle di Mezzo 435
Osp. F.M. Passi, Calcinate 357
Presidio ospedaliero Oglio Po, Casalmaggi 437
Osp. M.O. Antonio Locatelli, Piario 497
Ospedale Morelli, Sondalo 328

Friuli V.G.
Osp. Civile di Latisana 406

Veneto
Osp. Pieve di Cadore 100
Ospedale di Asiago 98
Presidio ospedaliero di Portogruaro 406
Ospedale Civile di Venezia 392
Presidio Ospedaliero di Trecenta 347
Osp. Civile di Adria 402

P.A. Trento
Presidio ospedaliero di Cles 430
Presidio ospedaliero di Tione 137
Presidio Ospedaliero di Arco 383
Presidio ospedaliero di Cavalese 258

P.A. Bolzano
Osp. di base di Vipiteno 489
Osp. di base di Silandro 412

Emilia Romagna
Ospedale S. Maria Borgo Val di Taro 166
Ospedale S. Anna Castelnovo Ne Monti 151
Osp. Pavullo Nel Frignano 318
Ospedale del Delta 311
Stabilimento ospedaliero SS.Annunziata 498

Umbria
Stabilimento ospedaliero Castiglione del Lago 259
Stab. ospedaliero Media Valle del Tevere 328
Osp. Civile San Matteo degli infermi 428
Osp. Santa Maria della Stella 491
Presidio ospedaliero di Narni 394
Presidio ospedaliero Alto Chiascio 425

Toscana
Ospedale San Francesco Barga 400
Ospedale di Piombino 299
Osp. di Portoferraio 182
Osp. del Casentino Bibbiena 289
Osp. Borgo di San Lorenzo 467

Lazio
Osp. di Tarquinia 359
Ospedale S. Paolo di Civitavecchia 243
Ospedale L.Parodi Delfino 471
Ospedale Ss. Gonfalone 418
Ospedale San Benedetto di Alatri 438

Abruzzo
Presidio ospedaliero Dell’Annunziata di Sulmona 248

Molise
Ospedale S. Timoteo di Termoli 490
Osp. Veneziale di Isernia 437

Campania
Presidio ospedaliero San Rocco 254
Ospedale Rizzoli 453
Casa di cura Trusso 424
Casa di cura S. Lucia 336
Osp. Landolfi, Solofra 343
Ospedale di Ariano Irpino 330
Casa di cura S. Rita 215
Presidio Osp. Di Polla, S. Arsenio 410
Presidio Osp. Immacolata di Sapri 303
Presidio Osp. Ss.Addolorata di Eboli 196
Ospedale S.Luca di Vallo Lucania 312
Casa di cura Tortorella 408
Presidio ospedaliero Boscotrecase 396
San Gennaro, Napoli Ovest 334
Presidio Osp. Capri, Napoli Ovest 62
Presidio Osp. Maddaloni 210
Presidio Osp. Piedimonte Matese 174
Ospedale Amico G. Fucito 438
Presidio Osp. S.M. Dell’omo 366

Basilicata
San Giovanni di Dio, Melfi 418

Puglia
Osp. Sacro Cuore di Gesù, Gallipoli 337
Osp. Scorrano 412
Ospedale di Casarano 429

Calabria
Osp. Basso Ionio, Soverato 372

Sicilia
Istituto San Raffaele Giglio, Cefalù 417
Presidio Osp. S. Giacomo D’Altopasso, Licata 415
Presidio Osp. M. Immacolata Longo 203
Presidio Osp. Ss. Addolorata, Biancavilla 498
Presidio Osp. Castiglione Prestianni, Bronte 264
Presidio Osp. Carlo Basilotta, Nicosia 243
Presidio Osp. di Lipari 13
Stabilimento Osp. Sant’Agata, Militello 407
Presidio Osp. Dei Bianchi, Corleone 192
Civico di Partinico 475
Presidio Osp. Madonna dell’Alto, Petr. Sottana 129
Casa di Cura Gretter 392
Ospedale Papardo 156

Sardegna
Osp. Civile di Alghero 355
Presidio Osp. Paolo Dettori, Tempio Pausania 269
Presidio Osp. Paolo Merlo, la Maddalena 77
Presidio Osp. Nostra Signora della Mercede 414
Presidio Osp. Sirai 305
Presidio Osp. Santa Barbara 264
Presidio Osp. Nostra Signora di Bonaria 435
Casa di Cura Sant’Anna 343
Casa di Cura Villa Elena 248

Fonte: Comitato Percorso Nascita Nazionale, Ministero della Salute. Dati raccolti nel corso del 2015