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Virgilio liceo, quando gli spacciatori sono i genitori

La foto di di Alessandro Camilli

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ROMA – Virgilio, liceo di Roma. Circa 1.500 studenti, scuola non di periferia e dove sono iscritti figli e figlie di buone famiglie romane, qualunque cosa questa espressione ormai voglia dire. Qualche settimana fa uno studente, maggiorenne, viene bloccato da agenti della polizia dentro l’istituto. Stava vendendo hashish. Su questo non ci piove, lo ammetterà perfino via Facebook lo studente fermato. Peraltro non nuovo a questa attività. Ma il fatto che dentro il liceo ci sia un mercatino-mercato di droga non appare a un bel po’ di studenti e genitori meritevole di attenzione o preoccupazione. Si accende indignazione, si marcia, ci si mobilita, si condanna…l’altro fatto. E qual è l’altro e “scandaloso” fatto? Ma diamine, che domanda: la polizia dentro le mura del liceo Virgilio, questo è lo “scandalo”.

Prima di proseguire a raccontare i fatti, un ante fatto. Gli ignoranti di democrazia, storia, diritti civili e ogni altra materia e disciplina inerente alla vita associata degli umani ignorano appunto che il rivendicato divieto alle forze in armi del sovrano ad entrare nei luoghi di studio nasceva dal bisogno di tutelare il diritto di opinione, pensiero e insegnamento. Anche nel movimento studentesco e politico denominato con l’anno della sua maggiore espansione, il Sessantotto, “fuori la polizia dall’università” era solo e significava soltanto che la polizia non doveva entrare a reprimere libertà di insegnamento e studio.

Gli energumeni che prendono a ceffoni ogni concetto, pensiero e competenza e lo fanno travestiti oggi da “democratici e di sinistra” altro non sono che bulli della convivenza civile e acerrimi nemici della cultura, prima fra tutte la propria. C’è un che di tragico e di miserevole nell’intonare via, fuori la polizia dalla scuola non per difendere una cattedra, un corso, una lezione, un seminario ma per equiparare una “canna” a tutto ciò. L’ignoranza civile di questa sinistra senza se e senza ma è abissale, quel che lei chiama “se” e “ma” sono i valori e i criteri minimi della democrazia, del diritto e, sia concesso, anche di quel che è stata per secoli la sinistra politica.

I fatti, dicevamo i fatti…in nome del fuori la polizia dalla scuola” corteo di studenti, non tutti, davanti alla porta della preside Irene Baldriga. Calci alla porta, slogan, insulti, cori. A rivendicare “fuori la polizia dalla scuola”. Non sanno quel che dicono e fanno. Ma non per questo meritano perdono. Non sanno che la forza del sovrano fuori dai luoghi di studio per garantire libertà d’opinione era democrazia e diritto. Mentre “fuori la polizia dalla scuola” per garantire che ognuno nel perimetro della scuola faccia quel che gli pare fuori da ogni controllo di legge è prepotenza, corporativismo, feudalesimo civile e squadrismo civico. Già, cari studenti e genitori democratici immaginari, la scuola “fuori dalla legge” è destra, la legge civile a scuola è sinistra, proprio il contrario di quel che voi spacciate. La cultura, il pensiero meritano di godere nei loro luoghi di una sorta di extra territorialità. La cultura, il pensiero, non la”canna” o lo spaccio o qualunque altra attività ci giri per la testa. Altrimenti questo “fuori la polizia dalla scuola” è pari pari il fuori la polizia dalle curve dello stadio. Collettivi e Ultras uniti nell’idea.

Già perché quello che spacciano alcuni genitori è molto più nocivo di hashish o altra droga detta leggera. E’ roba pesante quella che spacciano alcuni genitori al Virgilio. Che dà dipendenza e non solo assuefazione, roba dalla quale non si esce. Spacciano la polvere bianca del non esiste altra regola e legge che la propria. Tagliano la polvere con il gesso fasullo della privacy. Iniettano in vena l’abitudine e l’attitudine a fottersene e fregarsene di ogni istituzione e comunità che non sia la famiglia, la banda, la tribù.

Virgilio, liceo di Roma. Alcuni presidi organizzano presenza di solidarietà con la preside Baldriga. Sarebbe il caso che alcuni fra uomini e donne della sinistra organizzassero una presenza di solidarietà con la sinistra stessa il cui buon nome al Virgilio è in ostaggio e sotto oltraggio da parte di studenti e soprattutto genitori che spacciano droga idelogica pessimamente tagliata.