Alessandro Camilli

Voucher addio, governo molla. Un aiutino Cgil al lavoro nero

Voucher addio, governo molla. Un aiutino Cgil al lavoro nero

Voucher addio, governo molla. Un aiutino Cgil al lavoro nero (foto Ansa)

ROMA – Voucher addio, il governo li molla. Per non essere trascinato a fondo, per non averli come pietra al collo costretto a nuotare in un referendum. Si va spediti verso la cancellazione da parte del governo dei voucher su cui altrimenti si sarebbe votato a fine maggio.

Ma si sarebbe davvero votato sui voucher? Previsione comune, quasi dato di fatto è che, se referendum dovesse essere, sarebbe voto comunque anti governo e partiti di governo. Previsione comune, quasi dato di fatto è che al referendum di maggio si comporrebbe la stessa geografia elettorale del 4 dicembre: tutte le destre più Forza Italia, più M5S, più tutte le sinistre a sinistra del Pd ( e anche dentro il Pd), anti sistema in alleanza con un bel po’ di sistema contro il governo. Per questo il governo e il Pd mollano i voucher al loro destino.

Ma cosa sono, cosa erano i voucher? Erano un sistema di pagamento in chiaro dei lavori saltuari ed episodici. Quei lavori piccoli nel tempo e nella retribuzione che in assenza dei voucher, prima che questi ci fossero, erano in grandissima parte pagati a nero. I voucher contro cui la Cgil ha promosso il referendum sono all’origine una misura chiesta dalla sinistra politica. Proprio per sottrarre una parte del lavoro alla dimensione del nero. Erano “di sinistra”, almeno prima di essere varati dal governo Renzi che, si sa, quel che toccava trasformava in veleno secondo…la sinistra.

Infatti voucher significano tasse e contributi pagati. Significavano lavoro saltuario ed episodico in qualche misura regolarizzato, pagato in chiaro. Dei voucher si è fatto abuso, hanno fatto abuso soprattutto le imprese. Mascherando sotto forma di voucher quel che spesso era lavoro non saltuario e non episodico. L’abuso andava stroncato, evitato, i voucher erano da correggere.

Ma eliminarli, cancellarli avrà come ovvia conseguenza quella che questi lavori non scompariranno certo. Questa porzione del mercato del lavoro tornerà ad inabissarsi dove stava prima di emergere: nel nero. Niente voucher, niente tasse e contributi. Si farà a nero, come prima , un po’ più di prima.

Dal combinato disposto tra l’iniziativa politica della Cgil, la resa del governo e la voglia matta di voto “contro”, un aiutino al lavoro nero. Che non ne aveva bisogno, già di suo gode in Italia di ottima salute.

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