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Berlusconi il moderato, prima volta in vita molla sfascisti

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ROMA – Berlusconi da un quarto di secolo ama chiamare il suo schieramento quello dei “moderati”, intendendo così i semplici e comuni cittadini-elettori conservatori, prudenti, diffidenti e anche un po’ pavidi rispetto a novità e cambiamenti. Ostili per istinto e ragione alla sinistra, ma nulla a che fare con la destra marciante e militante, insomma quelli che per molti decenni furono gli elettori democristiani e anche liberali e anche socialdemocratici e mai quelli che furono gli elettori del Msi. I moderati…in realtà da un quarto di secolo mai nella sua vita politica Berlusconi è stato davvero un moderato.

Ha creato infatti alleanze e governi non solo con gli ex fascisti ma soprattutto con i nuovi sfascisti. L’anti Stato incarnato dalla Lega è stato a lungo compagno se non fratello di strada, fino a creare un modello di riferimento, una sorta di ragnatela di comportamenti detto non a caso “forzaleghismo”. E lo smontaggio-aggiramento di regole e istituzioni, il bordeggiare ai confini della legge, il legiferare ad personam, l’identificazione tra se stesso e lo Stato non sono certo stati tratti e connotati di moderatismo. Insomma Berlusconi ha guidato a lungo uno schieramento con tratti eversivi vestendolo con panni di partito conservatore europeo che stavano stretti e ridicoli intorno agli ex Msi in Forza Italia e sui leghisti facevano l’effetto degli stracci strappati sul corpo verde di Hulk.

Ma stavolta, per la prima volta nella sua vita politica, nella battaglia, alla battaglia di Roma Berlusconi va da moderato. E molla fascisti e sfascisti. Gli analisti politici da buco della serratura diranno che lo ha fatto perché la fidanzata Pascale detesta Salvini. Segugi da divano Transatlantico Montecitorio o Otto e mezzo e affini La7 e Rai e Mediaset e carte stampate narreranno della scelta di Berlusconi per non cedere passo e potere a Salvini-Meloni. Salvini stesso e Moloni in persona già dicono di “inciuci” con Renzi. Rispettivamente micro idiozie, sguardo fisso su albero senza vedere foresta, macro idiozie.

Per la prima volta nella sua vita Berlusconi è davvero il moderato perché l’altra destra, quella di Salvini-Meloni, non è più dura o estrema o decisa o radicale. Non è solo altra destra, è altra cosa. Salvini e Meloni sono l’Ungheria che si scopre infastidita dalla democrazia, sono la Le Pen che vuole cacciare l’Europa, sono i dazi e i blocchi di frontiera non solo per i “negri” ma anche per i “gialli” e per le merci dei “gialli” e anche quelle degli “yankee”. Salvini e Meloni non sono Reagan o la Thatcher contro Clinton o Blair, sono Trump contro Merkel, Cameron…contro tutti.

Berlusconi d’istinto o ragione per la prima volta nella sua vita politica non fa la scelta del fine che giustifica ogni mezzo. Portare la Meloni candidato di Salvini al ballottaggio a Roma predicando come Trump e le Pen è un prezzo troppo grosso. Non al mercato elettorale, ma a quello della politica sì. Per la prima volta nella sua vita politica Berlusconi sceglie un campo di valori e lo delimita. Per la prima volta sceglie di rischiare di perdere per qualcosa che vale più di un risultato elettorale.

Meritava per questa sua scelta Berlusconi candidato migliore di Alfio Marchini. Nella battaglia di Roma al primo turno ciascun elettore romano è chiamato a prendersi una responsabilità. Non sarà la stessa cosa neanche alla lontana mandare al ballottaggio che si profila con Raggi M5S il Pd di Renzi-Giachetti, il candidato Marchini dei conservatori moderati o la Meloni portabandiera degli anti sistema, degli sfascisti con e senza la s. Ci facciano un pensiero gli elettori romani, comunque faranno faranno probabilmente da scuola e guida a tutto l’elettorato italiano quando saranno elezioni politiche.