Lucio Fero

Italia fuori dai Mondiali, chi non ha 70 anni non l’ha mai visto

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Italia fuori dai Mondiali: la disperazione di Buffon e Ventura (foto Ansa)

ROMA – Italia fuori dai Mondiali, chi non ha almeno 70 anni non l’ha mai visto. Anzi nessuno ha mai visto da casa un Mondiale di calcio senza la nazionale italiana. Quando fu, l’altra volta che fummo eliminati, la televisione non c’era. Era il 1958, ci buttò fuori un’Irlanda. E per averlo in qualche modo saputo e vissuto bisognava allora avere diciamo almeno dieci anni, esser nati almeno dalle parti del 1945/1948. Quindi chi non ha almeno 70 anni un Mondiale senza l’Italia non l’ha mai visto.

Italia fuori dai mondiali significa anche un po’ di soldi che non entrano e non girano. Soldi non solo loro, loro di quelli del calcio, allenatori, giocatori, dirigenti…Non entrano i soldi e non girano se sei fuori dai Mondiali i soldi dei premi, dei diritti televisivi, degli sponsor. Ad occhio almeno un centinaio di milioni gireranno in meno nell’economia italiana. E in più una quota di non calcolabile indotto. Insomma sarà uno zero virgola qualcosa in meno del Pil Italia 2.018. Un graffio minimo al Pil, ma pur sempre un graffio.

Italia fuori dai Mondiali, una cosa mai vista e pure qualche soldo in meno che gira. Come è successo? Come succede che un allenatore, Giampiero Ventura, pagato 1,5 milioni di euro l’anno, non riesca a mettere in piedi e insieme una squadra? E come succede che una ventina abbondante di giocatori di serie A non riescano ad essere una squadra? E come succede che un’intero paese viva a lungo nella falsa percezione di avere una squadra da Mondiali e anche di più? E come succede che a buttarci fuori dai Mondiali sono gli svedesi del calcio, cioè una squadra che con il calcio giocato non ha grande confidenza, insomma una squadra, per dirla in maniera più pedestre, con i piedi fucilati?

Per avere un’idea di come succede, partire dall’ultimo atto dello spettacolo, l’Italia-Svezia di lunedì sera a San Siro. Spettacolo triste, presuntuoso e letal…La retorica boriosa e caramellosa della cronaca Rai tutta infarcita di inutili e patetiche “pelle d’oca” e “non ho parole” (sono pagati per ripetere “che dire” e “non ho parole” i commentatori, si fa per dire, ex giocatori?). I fischi di popolo all’inno nazionale svedese, tanto per segnalare il tasso altissimo di…nazionalismo? La superstizione discretamente idiota del segnalare come buon auspicio lo scendere in campo tra i bambini mano in mano coi giocatori del nipote di Giacinto Facchetti.

Poi, subito dopo la consueta inversione dei pronomi (l’intera comunicazione calcistica ignora esista il “suo” e sempre e solo usa il “proprio”) ecco dopo 40 secondi la telecronaca lamenta la “provocazione degli svedesi” e invoca un rigore dopo otto minuti neanche…

Spettacolo triste e presuntuoso quello di un allenatore che ha mandato in campo una squadra grottesca e improbabile nei ruoli e posizioni, che ci fa Florenzi là a centro campo più o meno? E chi lo sa. E che deve fare Gabbiadini? E chi lo sa…E chi mai può sapere perché Insigne non gioca ed El Shaarawy entra solo nei minuti disperati? L’unica cosa che si sa è che Ventura aveva secondo costume nazionale assicurato che tutto era a posto, che la vittoria era certa e che l’unica cosa che disturbava era, anzi erano i sabotatori interni e gli arbitri internazionali. Spettacolo triste e presuntuoso.

E letal…letale perché toglie a milioni di italiani la prossima estate il piacere delle partite ai Mondiali con la squadra italiana (sceglietevi ciascuno altra cui tifare). Triste perché fa del 2.018 un anno in filo più mesto per milioni di italiani, un’estate senza i Mondiali abbassa l’umore pubblico e non è un sentimento da ultras, è una circostanza verificata anche sul piano dei consumi e dei comportamenti pubblici.

E soprattutto è successo (questo il terribile e inconfessabile sospetto) che l’Italia del calcio sia fuori dai Mondiali anche perché l’Italia tutta è sempre più come si dice “fuori come un balcone”. Fuori come un balcone nel suo percepirsi scippata e tradita mentre è assistita e protetta anche quando e dove non si dovrebbe assistere e proteggere. Fuori come un balcone quando immagina se stessa l’Italia come abitata da classi, ceti e caste dirigenti. Classi, ceti e caste ci sono ma non dirigono un bel nulla, sono proprio come la Nazionale in campo. Fuori come un balcone l’Italia quando pensa che furbizia e predazione siano diritti acquisiti e inalienabili.

Fuori l’Italia dai Mondiali e l’Italia fuori come un balcone quando, ad esempio (ma è solo uno dei tanti esempi purtroppo possibili) Matteo Salvini commenta l’eliminazione così: “Troppi stranieri mezze pippe nel campionato italiano”. No, le mezze pippe siamo noi, non gli stranieri. Sul campo di calcio, sui campi dell’economia, su quelli della vita associata, per non dire dei campacci della politica. Le mezze pippe siano noi e Italia fuori dai Mondiali di calcio 2.018 rischia grosso di essere presagio di Italia fuori come un balcone alle elezioni politiche 2.018.

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