Lucio Fero

Migranti: Franza o Spagna, stessa magagna

Migranti: Franza o Spagna, stessa magagna

Migranti: Franza o Spagna, stessa magagna (foto Ansa)

ROMA – Migranti: Franza o Spagna, stessa magagna. Francia, Spagna e aggiungete anche senza timore di sbagliare Austria e Olanda e Belgio e qualunque altro Stato d’Europa se solo ce l’avesse un confine con l’Italia. Tutti li chiudono i loro confini ai migranti che, sbarcati in Italia, volessero uscirne per andare in Francia, Spagna, Austria, Olanda, Belgio…

L’Austria ci fa sapere che manderà i militari al confine con l’Italia. Francia e Spagna escludono che le navi che raccolgono migranti nel Mediterraneo possano approdare e sbarcarli oltre che in Italia anche a Barcellona o a Marsiglia o in qualunque altro loro porto. Anche le loro coste sono Mediterraneo, ma di far arrivare in casa navi cariche di migranti né Madrid né Parigi vogliono sentir parlare.

Per non parlare infine del “blocco di Visegrad”, e cioè Polonia, Ungheria, Repubblica ceca e Slovacchia che di migranti in casa non ne vogliono uno e di Estonia, Lettonia, Lituania che considerano la questione migranti una questione minore e comunque dei “meridionali” d’Europa.

San raffaele

Nessuno aiuta davvero l’Italia. Il fatto incontrovertibile che i migranti arrivano in misura crescente e tutti in Italia non smuove paglia in Europa. La Germania almeno ci mette dei soldi. Gli altri buone parole, ottime intenzioni, ma di migranti non se ne prendono uno.

Cecità? I migranti in arrivo in Europa, anche fossero il doppio di quello che sono, se distribuiti sull’intero territorio continentale non sarebbero una situazione “insostenibile”. Non per qualche anno almeno, il tempo per fare o tentare qualcosa di più serio per non farli partire più. I governanti d’Europa lo sanno che i numeri e i fatti dicono questo e allora perché accettano se non collaborano a far “scoppiare di migranti” un solo paese, l’Italia appunto. Cecità? Non può essere così tanta e netta. Deve essere qualcosa di più della cecità.

Egoismo allora? Certo ogni paese e governo bada ai fatti suoi e spesso in diretta concorrenza con gli interessi altrui. Peraltro le opinioni pubbliche e gli elettorati di solito premiano le sventolate di nazionalismo economico e non solo. Ma proprio dal punto di vista del proprio interesse, calcolando il proprio guadagno e danno i governanti d’Europa non possono non vedere che lasciar affogare l’Italia nel mar dei migranti non è per loro, (per loro!) un buon affare.

E’ uno schema di ragionamento, calcolo e azione che hanno già fatto, conoscono questa aritmetica. Infatti, al di là della nostra nazionalistica propaganda, i governati d’Europa concedono sconti ed eccezioni alle regole all’Italia quando si tratta di bilanci, deficit e debito. Lo fanno per calcolo e utilità, non per generosità. Calcolano che a loro non conviene proprio no un’Italia obbligata a rigido rispetto delle regole, un’Italia in pari con le regole ma percorsa da rancore e rivolta sociali non è un affare. Sanno in Europa che conviene avere un’Italia con qualche debito in più e qualche anti sistema in meno. Sanno e calcolano che il loro interesse è che l’Italia non si dia governi che creino disastri economici-finanziari di portata continentale. Dunque sanno essere egoisti. Se lasciano affogare l’Italia nel mare dei migranti non può essere solo egoismo.

E neanche astratta cattiveria o preconcetta ostilità verso l’Italia. No, non bastano queste motivazioni: la cecità, l’egoismo, la cattiveria, l’ostilità…Ci deve essere altro, altra deve essere la magagna.

L’Italia, il governo italiano ha detto in questi giorni chiaro e forte e più volte: non ce la facciamo più, rischiamo rivolte, rischiamo il razzismo non come umore lampeggiante ma come forza politica crescente. Lo ha detto per chiedere ad altri paesi che si prendano in carico e in porto almeno un po’ di migranti. Se hanno risposto e rispondono no, allora l’unica è che Francia, Spagna, Austria e ovunque in Europa temono, pesano, calcolano di rischiarlo anche loro il razzismo come malta che impasta una forza politica capace di mettere in forse, di attaccare e corrodere la democrazia.

Allora se è così, se tutti i governi e governanti d’Europa calcolano, pesano e misurano che l’arrivo di migranti suscita movimenti prima di opinione e poi veri sommovimenti sociali e politici tali da risultare ingovernabili ed eversivi, se l’Europa pensa di rischiare sbarchino con i migranti il razzismo e una nuova forma di fascismo continentale, allora perché la pietosa bugia sul dovere e la nobiltà dell’accoglienza?

Se è così, se questa è la magagna Spagna o Franza che sia, non sarebbe più serio e utile avere il coraggio civile e politico di dire la verità, di dire che i sistemi socio politici europei rischiano grosso di “mutare” in inquietanti post-democrazie sotto il peso dei migranti? E non sarebbe più lucido e ancora una volta utile combattere a viso aperto e a parole chiare la battaglia politica vera, quella interna ai paesi e ai popoli d’Europa?

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