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Renzi-Merkel: quel che c’è da vincere, e quello da lasciare

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ROMA – Renzi-Merkel: un incontro, una partita, un lavoro comune, un contrasto, una trattativa. Ci sarà tutto questo, c’è tutto questo mentre scriviamo e i due leader sono faccia a faccia. Hanno un sacco di dossier davanti, sul tavolo, uno più importante dell’altro, uno più difficile dell’altro. Vediamo, dossier per dossier, questione su questione, ciò che l’Italia deve portare a casa, quel che c’è da vincere e proprio non si può perdere e anche quello che realisticamente e correttamente non si può pretendere, quello che c’è da lasciare.

Banche. Qualcuno in Italia ha azzardato l’intenzione e la voglia di andare dalla Merkel a ridiscutere, rinviare, di fatto annullare il bail-in. Cioè la regola europea secondo la quale se una banca va in crisi per primi pagano con i loro soldi gli azionisti e gli obbligazionisti della stessa banca, cioè quelli che sulla banca hanno investito e magari guadagnato dall’investimento. Bail-in, la regola europea per cui se una banca fa il “botto” non si ripiana più automaticamente e come fosse un diritto con i soldi pubblici, quelli del contribuente. Ecco, se davvero è questo quello che Renzi sta chiedendo alla Merkel, meglio lasciare. Lasciar perdere perché non si ottiene e perché non è neanche gran che giusto, corretto e utile annullare il bail-in e tornare alle banche che se falliscono tanto ci pensa Pantalone con le tasse.

Banche due…Il Bail-in però è incompleto e punitivo nella versione tedesca perché la Germania si oppone ad una regola semplice semplice quanto giusta giusta…La Germania si oppone ad una garanzia europea e collettiva dei conti correnti in banca, ad una garanzia che i soldi depositati in banca sono al sicuro e sicuri con garanzia appunto continentale e non solo nazionale. Qui c’è da vincere: bene che non siano i soldi pubblici a sanare i default bancari, però non si può lasciar correre il dubbio tra i correntisti e alla regola giusta e severa del bail-in deve corrispondere la garanzia ampia e credibile, la massima possibile. Altrimenti, anche se sotto la stessa regola, banche tedesche e banche italiane vengono trattate come figli e figliastri. Qui c’è da vincere.

Banche tre…Da lasciar perdere è l’idea che pur piace tanto in Italia di una grande bad bank dove mettere dentro tutti i 200 e passa miliardi di crediti bancari deteriorati che tanto garantisce lo Stato, il soldo pubblico. Ecco, questo è semplicemente risolvere a debito pubblico il debito privato. Non solo è contro regola, è anche contro tempo e spazio. Lo puoi fare, regole a parte, se non hai un debito pubblico del 130 per cento e passa del Pil. Altrimenti non puoi, non solo perché lo dice l’Europa, ma anche e soprattutto perché poi vieni punito sul campo dei tassi di interesse cui vendi il tuo debito.

Deficit: qui c’è da vincere che l’Europa e segnatamente la Germania nulla abbia a ridire sulla Legge di Stabilità italiana 2016. Anzi c’è da vincere una disponibilità europea a consentire all’Italia di stare sotto il tre per cento di deficit rispetto al Pil, ma sotto quel quanto, anche poco, che servirà. Servirà a che..? Qui c’è da vincere la cosiddetta “flessibilità” domandando: cara Merkel, cari tedeschi, volete il deficit italiano 2016 sotto il due per cento e M5S e Lega insieme quasi al 50 per cento? Volete finanziare di fatto partiti che possono diventare governi che potendo smonterebbero euro, Europa e un sacco di altre cosine? Fate bene i vostri conti, cari tedeschi. Qui c’è da vincere, non si può lasciare.

Profughi: c’è da lasciare l’idea fallita della redistribuzione equa e solidale in tutta Europa dei profughi che arrivano in Italia e Grecia. Da Nord a Est a Ovest i paesi d’Europa sono tutt’altro che solidali e quindi i profughi non li vogliono e lavorano a scaricarli sulle spalle dei paesi dove sbarcano. Non se li prenderanno, su questo l’Italia fa prima e meglio a lasciar perdere.

Profughi due…visto che non ne prendono di profughi, c’è allora da vincere la partita dei soldi. Prosaicamente i soldi: se tre miliardi alla Turchia perché se ne tenga di profughi, lo stesso principio di aiuto e risarcimento economico deve valere per l’Italia. A partire dalla possibilità di considerare extra deficit la quota italiana di soldi alla Turchia. E passando per non conteggio nella percentuale del deficit consentito delle spese per centri accoglienza e identificazione e per le espulsioni che dovranno, anche da noi, aumentare molto di numero.

Vedrete che arriveranno molte notizie su sorrisi o no, su frasi più o meno di circostanza, su battute più o meno allusive, su bilanci dell’incontro più o meno fantasiosi, su ricostruzioni più o meno fondate…Contorno, decorazioni…quel che conta sarà, è, ammesso che si sappia presto e chiaro, dove si è vinto, dove si è lasciato e, dio non voglia, dove si è perso e perdere non si poteva.