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Nuvola: a Fuksas 20 milioni, buttati da 239 a 413 milioni. Numeri da capogiro ma nessuno dice niente

La foto di di Marco Benedetto

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Guardo la “Nuvola” di Fuksas e penso che dentro questo coso decisamente inspiegabile, inutile e brutto ci sono svariate migliaia di euro delle mie tasse. In una Italia che impazzisce se uno guadagna più di mille euro al mese, nessun giornalista, per quel poco che ho letto, si è scandalizzato che in questa opera di regime siano stati buttati milioni di euro, in un numero indefinito.

Una inutile opera di regime, voluta e coccolata da sindaci come Francesco Rutelli e Walter Veltroni, che invece di far funzionare la città hanno pensato di passare alla storia con i monumenti architettonici. Veltroni affidò a un noto architetto la copertura della Ara Pacis di Augusto, piuttosto che, se vogliamo restare nel campo dei monumenti e non sporcarci le mani con fogne e tram, recuperare il gigantesco Mausoleo di Augusto, da tempo immemorabile abbandonato in una piazza del centro di Roma, talmente abbandonato che pochi collegano quella specie di collina coperta da cipressi alla tomba dell’imperatore Augusto.

Secondo la agenzia di stampa Agi, l’opera è costata 413 milioni. Per Repubblica si sono fumati 363 milioni. Repubblica, nello stesso articolo, fornisce anche cifre diverse senza spiegare come si raccordino. Probabilmente si riferiscono a una parte del complesso. Lo stesso architetto Massimiliano Fuksas ha detto alla agenzia di stampa Ansa che ha speso meno del previsto: 239 milioni. La differenza non è da poco, mi domando come sia possibile. Forse è il caso che qualcuno ci dia delle spiegazioni.

Certo sarà interessante avere la conferma che a Fuksas sono andati 20 milioni di euro, come ha scritto Laura Serloni su Repubblica. Fa cinque volte il tetto dei dirigenti pubblici, 240 mila euro all’anno di stipendio moltiplicato i 18 anni in cui si sono trascinati i lavori. “La Corte dei Conti ha acceso il faro”, ci assicura. In questo tempo di esasperata demagogia sugli stipendi dei dipendenti (non sui guadagni dei padroni, sui quali c’è un viscerale, atavico e feudale rispetto).

Di tante cose sbagliate che ha detto e fatto da quando l’hanno eletta sindaco, Virginia Raggi una giusta l’ha detta, la sera della inaugurazione, a proposito dello spreco che la Nuvola rappresenta. L’hanno fischiata e hanno provato a zittirla, tanto protervi sono costoro.

Invece abbiamo pagato noi. Se dividiamo il costo dei 363 milioni (una delle cifre tirate in ballo per la “Nuvola) fra i 2 milioni di abitanti a Roma, registrati e no, sono 180 euro a testa, se poi penso alla mia aliquota fiscale e al fatto che meno della metà di quelli che vivono a Roma pagano le tasse, sfioro il suicidio: almeno mille euro costituiscono il mio involontario contributo alla inutile opera di Fuksas.
Potremmo consolarci pensando che sarà una attrazione turistica. Ma Roma ha già San Pietro e il Colosseo. La Nuvola è proprio inutile.