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Migranti, caos Ue: Strasburgo contro Consiglio d’Europa. E l’Italia presa in mezzo…

Migranti, caos Ue: Strasburgo contro Consiglio d'Europa. E l'Italia presa in mezzo...

Migranti, caos Ue: Strasburgo contro Consiglio d’Europa. E l’Italia presa in mezzo…

ROMA – Migranti, caos Ue: Strasburgo contro Consiglio d’Europa. E l’Italia presa in mezzo… Nel giro di poche ore l’Italia ha ricevuto una censura europea (dal Consiglio d’Europa) su una gestione dell’accoglienza diciamo così troppo allegra e, come membro dell’Unione, la bacchettata del Commissario dei diritti umani dello stesso Consiglio contro le indicazioni della Commissione) che stigmatizza la proposta di estendere fino a 18 mesi la detenzione dei richiedenti asilo.

Due sollecitazioni di segno contrario che danno la misura dell’improvvisazione e della scarsa coerenza di una politica comune che latita e annaspa. Offrendo, forse, per una volta, indirettamente una prova del fatto che l’Italia sta facendo il suo seppure è stata lasciata sola ad affrontare l’emergenza.

Consiglio d’Europa: da Italia pochi rimpatri, non protegge minori. Il primo rapporto, quello del Consiglio d’Europa è intanto poco aggiornato e non contempla le novità introdotte dal ministro delll’Interno Minniti: dice in pratica che la politica italiana dell’accoglienza “rischia di incoraggiare l’afflusso di un sempre maggior numero di migranti economici irregolari”. Pochi rimpatri, la prima contestazione.

“E’ chiaro che il ricollocamento dei richiedenti asilo dall’Italia verso altri Paesi attualmente richiede troppo tempo e questo crea ulteriore pressione sul sistema d’accoglienza, oltre a incoraggiare i richiedenti asilo a cercare di entrare in altri Paesi illegalmente”. Lo si legge nel rapporto del rappresentante speciale del Consiglio d’Europa per le migrazioni e i rifugiati, Tomas Bocek, basato sulla visita condotta in Italia lo scorso ottobre.

“Non funziona” il sistema di custodia legale per i minori non accompagnati che arrivano in Italia, e gli hotspot in cui sono obbligati a trascorrere lunghi periodi sono “luoghi inadatti a garantire le loro necessità”.

Strasburgo boccia proposta Ue per detenzione. “E’ probabile che la recente raccomandazione della Commissione europea di estendere e allungare la detenzione dei migranti conduca alla violazione dei diritti umani senza ottenere altri risultati, come facilitare il trattamento delle richieste d’asilo o incentivare rimpatri dignitosi”.

Questo il monito rivolto all’Ue dal commissario dei diritti umani del Consiglio d’Europa (CdE), Nils Muiznieks che chiede quindi ai leader dei 28, riuniti oggi a Bruxelles, di non seguire l’indicazione della Commissione. Il commissario per i diritti umani esorta i governi Ue a concentrarsi invece “su misure alternative e più umane, che non privino i migranti delle loro libertà e rispettino famiglie e minori”.

Il commissario ritiene infatti che le nuove raccomandazioni della Commissione siano “preoccupanti sotto molti punti di vista. Raccomandare agli Stati di emendare le leggi in modo da consentire la detenzione fino a un massimo di 18 mesi incoraggerà probabilmente i paesi a usare la detenzione per periodi più lunghi” di quelli previsti attualmente, 12 mesi, osserva Muiznieks.

“Questo potrebbe condurre gli Stati a violare la convenzione europea dei diritti umani, in quanto la Corte di Strasburgo afferma che il periodo di detenzione non deve eccedere quello ragionevolmente necessario per ottenere lo scopo voluto”.

Inoltre lunghi periodi di detenzione o l’incertezza sulla sua durata potrebbero costituire trattamenti inumani e degradanti, che quindi violano la convenzione europea dei diritti umani, dice Muiznieks. Infine il commissario rileva che nonostante la raccomandazione della commissione indichi che la detenzione dei minori deve essere l’ultima misura ad essere adottata, nondimeno concede agli Stati un certo margine ‘se non esistono altre alternative’.

E questo afferma Muizniks “è contrario a quanto stabilito dal comitato delle Nazioni Unite per i diritti del fanciullo che la detenzione dei minori non è mai nel loro migliore interesse e quindi viola un loro diritto fondamentale”. Il commissario suggerisce quindi ai leader europei di cercare alternative valide. “Esistono numerose buone pratiche” alternative alla detenzione, osserva Muiznieks. “Se necessario si possono adottare restrizioni come il doversi presentare regolarmente in questura e la confisca dei documenti” che, rileva Muiznieks, sono misure “molto più efficaci e a minor costo che evitano la violazione dei diritti permettendo agli Stati di tracciare le persone mentre il loro status legale viene determinato”.

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