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Beppe Grillo, Gasparri allarme: “Giù le mani dalla Rai. Fuori i somari. Competenza e pluralismo”

 Beppe Grillo, Gasparri allarme: "Giù le mani dalla Rai. Fuori i somari. Competenza e pluralismo"

Beppe Grillo, Gasparri allarme: “Giù le mani dalla Rai. Fuori i somari. Competenza e pluralismo”

(ANSA) La Rai si sta allineando su Beppe Grillo e il Movimento 5 stelle. La denuncia è di Maurizio Gasparri, vice presidente del Senato, che ha attaccato il direttore generale della Rai in una dichiarazione pubblica. Ha detto Maurizio Gasparri:

“Avevo pubblicamente detto per primo che Antonio Campo Dall’Orto è passato armi e bagagli al servizio dei 5 Stelle. Lo abbiamo visto quando sulla concessione del servizio pubblico i grillini si sono appecoronati a una fallimentare gestione della Rai in cambio della nomina di una giornalista a loro gradita per la direzione della ancora irrealizzata testata Web [probabile riferimento a Milena Gabanelli e alle polemiche che la sua nomina ha suscitato].

“Lungi dal difendere Renzi e il renzismo che ha causato disastri in tutti gli ambiti, riteniamo che l’impossessamento del servizio pubblico da parte dei 5Stelle sarebbe anche peggio”.

Lo stesso Gasparri ha diffuso una nota in cui ha affrontato anche un altro aspetto della Rai:

“Le vicende della Rai non devono costituire un regolamento di conti tra le correnti all’interno della sinistra. Renzi ha fallito nelle sue scelte mettendo al vertice persone palesemente inadeguate e ha mandato Giacomelli a fare leggi assolutamente incostituzionali per impossessarsi del servizio pubblico. Che oggi più che mai, con il canone in bolletta, appartiene a tutti i cittadini, dei quali solo il Parlamento può essere il vero garante.

“Si cacci chi deve essere cacciato, ma non per militarizzare in senso ancora più renziano una Rai che, tranne alcune sacche, è stata totalmente asservita al Pd del fiorentino, con qualche sottocorrente della sinistra che forse conserva alcuni spazio.

“La Rai è di tutti. Si facciano scelte trasparenti. Renzi e i suoi untorelli hanno fallito nella gestione di questa grande risorsa del Paese. Se non ci fosse stato il canone in bolletta il bilancio non avrebbe nemmeno registrato l’esiguo attivo di 18 milioni di euro. Sono cresciuti le spese e gli sprechi nonostante le violazioni dell’Autorità anticorruzione, i cui richiami sono stati totalmente ignorati.

“Niente, quindi, regolamenti di conti a sinistra ma una scelta di cambio e di rinnovamento, fatta con trasparenza e competenza, attingendo alle risorse interne della Rai e non ai somarelli mandati dalla Leopolda a distruggere il servizio pubblico. Giù le mani dalla Rai. Fuori i somari. Entrino competenza e pluralismo”.

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