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Federico Pizzarotti: “Sospensione M5s è illegittima”

PARMA – Il Movimento 5 stelle sospende Federico Pizzarotti e il sindaco di Parma replica: “Un provvedimento iniquo e illegittimo”. Il 13 maggio il provvedimento di sospensione nei confronti di Pizzarotti è stato emesso dai vertici di M5s, ma per il sindaco di Parma si tratta di un abuso del diritto, sottolineando che “gli assunti in esso contenuti sono del tutto privi di fondamento”.

Il Secolo XIX scrive che Pizzarotti ha inviato le sue controdeduzioni ai vertici del Movimento 5 stelle, spiegando che il Regolamento apparso sul sito non è da ritenersi efficace, visto che non è stato sottoposto all’approvazione dell’assemblea dell’associazione e quindi va considerato nullo:

“Per questo, prosegue, «alla luce di tutto ciò, questo mio scritto non è neanche definibile ”controdeduzioni” in quanto non previste da alcun regolamento approvato. Ritengo però doverosa una risposta – precisa – a tutti gli iscritti al Movimento 5 Stelle che guardano la vicenda con particolare attenzione».

«Molte persone, anche con responsabilità all’interno del Movimento, sia on-line che durante gli eventi, raccontano falsità come verità, creando confusione e un clima di caccia alle streghe» scrive il sindaco di Parma. «In quest’ultimo anno sono stato lasciato totalmente solo» ricorda Pizzarotti sottolineando, malgrado ciò, il valore da lui attribuito al simbolo del Movimento.

«Se davvero avessi avuto altre mire politiche perchè sarei ancora qua dopo tutto quello che ho sentito dire? Per quanto tempo ancora dovrò smentire voci totalmente infondate come quella che sarei in contatto quotidianamente con Renzi?».

«È vero, più volte sono stato critico verso certe scelte. Ma mai, mai, l’ho fatto per distruggere. Ciò che mi ha sempre mosso è stata la volontà di vedere crescere, migliorare, maturare il nostro Movimento 5 Stelle». «Oggi a ripensare a certe cose viene quasi da sorridere – sottolinea – per oltre un anno ho ripetuto che le televisioni restano importanti ed era un autogol lasciarle interamente ai partiti eppure per qualcuno, già allora, bastava per considerarmi un elemento estraneo. Oggi – osserva – la nostra presenza in tv è costante».

E ancora, ricorda: «Chiedevo una forma organizzativa che permettesse maggior raccordo tra i vari eletti e venivo accusato di voler fare un partito. Nel tempo invece abbiamo istituito diversi organi, dal Direttorio ai responsabili delle varie funzioni di Rousseau»”.


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