Blitz quotidiano
powered by aruba

Ilva Sapora via con ricca buonuscita. Dossier statue coperte

Ilva Sapora, capo Cerimoniale a Palazzo Chigi, avviata alla pensione con una ricca buonuscita dopo l'indagine interna. Non è l'unica a non sapere l'inglese

ROMA – Ilva Sapora sarà accompagnata alla pensione (che era vicina) con una ricca buonuscita. La sorte professionale del capo Cerimoniale di Palazzo Chigi, finita al centro delle polemiche per le responsabilità sulla copertura delle statue in occasione della visita del presidente iraniano Rouhani, sembra segnata anche se sull’indagine interna guidata dal segretario generale Paolo Aquilanti il governo applica la più rigida regola del silenzio.

Marco Galluzzo del Corriere della Sera, nonostante ufficialmente della relazione non se ne sappia nulla, ha raccolto voci e confidenze all’interno del Palazzo: le conclusioni dell’indagine attribuiscono a un “misunderstanding” la colpa principale dell’incidente.

Fra l’altro, l’indagine ha messo in risalto la scarsa conoscenza dell’inglese tra i dirigenti adibiti alla gestione di visite e accoglienza: in procinto di esser scaricata ci sarebbe anche Diana Agosti, capo del dipartimento Affari europei, cui, secondo la relazione, serve una traduttrice per leggere i dossier provenienti da Bruxelles.

Ilva Sapora, in un primo tempo additata come responsabile della scelta, verrebbe in qualche modo scagionata, ma sino a un certo punto. Non sarebbe l’unica responsabile di quanto accaduto, ma non sarebbe nemmeno del tutto responsabile, visto che c’è stato un misunderstanding. Chi frequenta la presidenza del Consiglio dice che la dirigente (che dichiara in modo onesto di non saper parlare inglese, nonostante si debba occupare di visite di Stato che lo richiederebbero) andrà presto in pensione, per ragioni anagrafiche, con una ricca buonuscita. (Marco Galluzzo, Corriere della Sera)

I custodi: intervistati a nostra insaputa, non meritiamo sanzioni. Non c’è solo il caso di Ilva Sapora. Hanno rigettano in toto le accuse e smentito di essere stati loro a rilasciare interviste, i quattro custodi, dipendenti di Ze’Tema, che oggi sono stati ascoltati in sede di contestazione disciplinare nell’ambito della vicenda delle statue coperte . Lo si apprende dalla Cgil-Fp.

Ai quattro lavoratori viene contestato di essere apparsi in un programma televisivo e di essere stati ‘intervistati’. Ma il sindacato ribatte che la telecamera era nascosta e quindi l’intervista è stata fatta a loro insaputa. Proprio per questo motivo, secondo la Cgil, è complicato contestare loro dichiarazioni contrarie al regolamento. Ze’tema, la società controllata del Campidoglio che gestisce gran parte dei musei della Capitale, dopo averli ascoltati si è ‘riservata’ sulla decisione da prendere. I custodi, secondo il sindacato, rischiano o un richiamo verbale, o un richiamo scritto fino alla sospensione dal lavoro per un breve periodo.