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Laura Boldrini sul caso tabellone: “C’è stato un errore materiale, mi dispiace”

ROMA – “C’è stato un errore materiale. Non lo nego. Mi dispiace sia accaduto. Io ho apprezzato la circostanze, ho provveduto a dire che il voto era segreto ed ho portato a termine la votazione come è nelle mie facoltà”. Lo ha detto nell’Aula della Camera, riferendosi alla votazione a scrutinio segreto sulla legge elettorale, diventata poi per errore pubblica, la presidente Laura Boldrini.

Rispondendo alle obiezioni dei rappresentanti di alcuni gruppi, Boldrini dice: “E’ chiaro a tutti quello che è successo. Prima di passare al voto ho precisato la richiesta di voto segreto da parte di due gruppi e il numero degli emendamenti. C’è stato un breve intervento del deputato Zaccagnini e poi è successo che nonostante le procedure tecniche per la votazione fossero già state messe in atto e comunicate, a seguito dell’annuncio di un voto segreto c’è stato un errore materiale”.

Ecco come è andata. Nel preciso momento in cui indice la votazione sull’emendamento Biancofiore alla legge elettorale approvato contro il parere della Commissione, la presidente della Camera Laura Boldrini poi però non ha detto che quella stessa votazione sarebbe stata a scrutinio segreto. Tuttavia, pochi attimi prima Boldrini aveva dichiarato ammissibile su quello stesso emendamento lo scrutinio segreto. Lo si evince dalla lettura del resoconto stenografico della seduta pubblicato sul sito della Camera. Poco prima di indire la votazione “incriminata”, Boldrini dice: “Avverto che, ai sensi dell’articolo 51, comma 2, del Regolamento, è stata avanzata dai presidenti dei gruppi Alternativa Popolare, Civici e Innovatori richiesta di scrutinio segreto sugli identici emendamenti Fraccaro 1.512 e Biancofiore 1.535. La richiesta può essere accolta”.

Interviene brevemente Adriano Zaccagnini, dopodichè Boldrini dice: “Bene, quindi adesso dichiaro aperta la votazione sull’emendamento 1.535, con il parere contrario della Commissione, favorevole del relatore La Russa e su cui si rimettono all’Aula gli altri tre relatori di minoranza. Dichiaro aperta la votazione”. A quel punto, sul tabellone appaiono le lucine verdi e rosse, come per le votazioni palesi, e non quelle tutte azzurre tipiche del voto segreto. La “fisionomia”, come viene gergalmente denominata la narrativa degli uffici al resoconto, recita: “(Segue la votazione – Commenti – Sul tabellone di voto la votazione non risulta a scrutinio segreto)”. Interviene Boldrini: “No, è a voto segreto! È a voto segreto! È a voto segreto”. La fisionomia specifica quindi: (“Sul tabellone di voto la votazione risulta a scrutinio segreto”).

Boldrini riprende: “c’è stato un problema tecnico, avevo già detto che era a voto segreto… allora, va bene, allora colleghi, c’è stato un disguido, il voto è segreto“. Quindi la votazione viene chiusa e la presidente ne dichiara il risultato. Interviene ancora la “fisionomia”: “(Applausi dei deputati dei gruppi Articolo 1-Movimento Democratico e Progressista, Sinistra Italiana-Sinistra Ecologia Libertà-Possibile, Civici e Innovatori, Democrazia Solidale-Centro Democratico, Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale e Misto-Conservatori e Riformisti – I deputati del gruppo Misto-Conservatori e Riformisti gridano: Libertà!)”.

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