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Raffaele Cantone: “Appalti? Si è fatta retromarcia su molte cose”

Raffaele Cantone: "Appalti? Si è fatta retromarcia su molte cose"

Raffaele Cantone: “Appalti? Si è fatta retromarcia su molte cose”

ROMA – “Le modalità vanno regolamentate in maniera chiara ma credo che non si posso impedire a un magistrato di fare politica perché rappresenterebbe una violazione di un diritto”. È quanto ha affermato Raffaele Cantone durante il Faccia a Faccia con Giovanni Minoli, che andrà in onda stasera alle 22,30 su La7.

Sono diversi i temi affrontati dal presidente dell’Anticorruzione nel corso dell’intervista. A partire dalla discussa norma che limita i suoi poteri, e che il premier Paolo Gentiloni si è impegnato a modificare. Sul punto il magistrato prova a stemperare: “L’Italia è il paese di Masaniello e io spero di non aver vissuto né la polvere né gli altari. Il mio antidoto è la normalità e la famiglia”.

Molta più dura la posizione sulla riforma del codice degli appalti: “E’ stata una rivoluzione copernicana, solo che si è fatta retromarcia su molte cose e non si è data la possibilità di attuare il codice. Io credo che fosse una buona riforma e il fatto di andare avanti e indietro è un classico del nostro Paese. Ci sono tante opere incompiute in tutta Italia. Il problema vero è che qualcuno ha pensato che bisogna fare realizzare opere pubbliche per smuovere l’economia non perché davvero servono. E non smuovono nulla”.

Secondo Cantone, nel contribuire alla confusione, hanno contribuito anche le istituzioni: “La decentralizzazione regionale è la riforma del titolo V del 2001 è una delle riforme più criminogene del Paese e l’effetto più devastante è nella sanità dove Ci sono troppi soldi che girano e c’è grande discrezionalità nel’utilizzo”. Ma ci sono anche norme che hanno funzionato: “La legge Severino? Per la prima volta ha viene messa al centro l’amministrazione per prevenire la corruzione e non più un’amministrazione da criminalizzare”. E applaude il Csm: “Spesso si è occupato di fare altro. Ma l’ultimo Csm ha fatto delle riforme sul criterio di nomine che vanno nella giusta direzione”.

Rimanendo in tema di magistrati, il presidente dell’Anticorruzione non vede uno scontro in essere fra le procure di Roma e Napoli sul caso Consip: “Se le procure controllano fino in fondo la polizia è una garanzia per i cittadini”. Proprio nel caso Consip è coinvolto l’imprenditore napoletano Romeno, con il quale ha avuto a che fare il fratello del magistrato: “Mio fratello ha avuto un contratto di alcuni mesi con Romeo vicenda di cui ho saputo successivamente quando lui ha dismesso l’attività – spiega Cantone – Se lo avessi saputo prima glielo avrei detto subito che era inopportuno perché non mi occupo degli affari di mio fratello così come pretendo che lui non si occupi dei miei”.

Infine un rammarico: “La Rai è stata il mio più grande insuccesso. Abbiamo ricevuto risposte formalistiche sulle assunzioni e in audizione Campo Dall’Orto ha risposto in modo parziale. Abbiamo trasmesso l’informativa alla Procura della Repubblica che sta indagando”.

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