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Raggi assediata sui maxi-stipendi da consiglieri e mini-direttorio

ROMA – Raggi assediata sui maxi-stipendi da consiglieri e mini-direttorio. Formalmente l’appuntamento di ieri nella sede dei gruppi in via del Tritone della maggioranza M5s in Campidoglio è stato derubricato a mera riunione organizzativa. Non c’è uno streaming che lo provi, ma a porte chiuse i consiglieri hanno cinto d’assedio il sindaco Virginia Raggi, presenti anche i due membri del mini-direttorio Taverna e Vignaroli, sulla questione calda dei maxi-stipendi e le nomine ai vertici dello staff.

Una questione che agita consiglieri e base M5S e che potenzialmente può portare – segnala Il Messaggero – allo scioglimento della Giunta o a una sorta di trasmissione diretta tra il direttorio e l’assemblea, di fatto bypassando la stessa Giunta. Raggi difende a spada tratta le sue scelte. I nomi (e gli stipendi) della discordia comprendono Salvatore Romeo, capo della segreteria politica a 120mila euro l’anno ma già funzionario comunale, in aspettativa (triplica lo stipendio ed è incompatibile per il codice M5S), Andrea Mazzillo (88 mila lordi), cui non si perdonano i precedenti nel Pd e soprattutto Raffaele Marra, già dirigente con Alemanno e Polverini, inizialmente rifiutato come vice-capo gabinetto e in predicato di prendere una delega pesante nella Giunta.

Sia su Romeo, per il quale è però in corso un tentativo di mediazione da parte dell’asre al bilancio Marcello Minenna. E sia, almeno in parte, su Marra: non farà parte dello staff ristretto della sindaca, ma avrà comunque «un ruolo di rilievo», che dovrebbe essere la direzione del dipartimento capitolino sul personale. Un ufficio che ha in mano, peraltro, la patata bollente dell’accordo ancora da chiudere sul salario accessorio dei 23 mila dipendenti di Palazzo Senatorio. (Fabio Rossi, Il Messaggero)