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Roma, Giunta Raggi, new entry Colomban è di Treviso, dove base si incendia: “Ricco, di destra, di Zaia, pro Renzi”

ROMA – Massimo Colomban approda nella giunta di Virginia Raggi in Campidoglio. Ma a Treviso, la sua città di origine, la base del Movimento 5 Stelle si incendia: “E’ ricco”, “E’ di destra”, “E’ vicino a Luca Zaia”, “Sostiene Renzi”, sono le accuse più ricorrenti riportate dai quotidiani locali.

La prima delle “colpe” del neo-asre sarebbe quella di aver fondato, a soli 23 anni, nel 1973, la Permasteelisa, società di costruzioni quotata alla Borsa di Milano che oggi è diventata una multinazionale da un miliardo di euro di fatturato.

Non solo: Colomban fondò anche la Confapri, associazione dei piccoli imprenditori, ai cui incontri partecipò anche Gianroberto Casaleggio. E nel cui think tank, spiega Il Gazzettino, figuravano già agli esordi alcuni esponenti del Movimento 5 stelle come Vito Crimi, Eleonora Bechis e David Borrelli.

La seconda e la terza accusa riguardano il trascorso politico di Colomban. Perché prima di avvicinarsi al Movimento 5 stelle, nel 2010 il neo-asre si candidò con Alleanza di Centro, una lista a sostegno dell’attuale governatore del Veneto della Lega Nord Luca Zaia, che infatti gli ha subito fatto i suoi “sinceri auguri” per la nomina, definendolo “un mio amico”.

Anche qui c’è un altro dettaglio che complica la faccenda, secondo alcuni militanti del Movimento 5 stelle: perché nella biografia di Colomban c’è anche la carica di Comandante onorario della base militare (atomica) americana di Aviano, in provincia di Pordenone.

Infine, l’accusa di essere un renziano. Lo scrive anche l’Unità, che cita un intervento di Colomban del 2014 a favore delle politiche economiche del presidente del Consiglio. Ciliegina sulla torta la dichiarazione di Colomban alla Zanzara di Radio24, dove il neo-asre ha ammesso di non conoscere quante linee della metropolitana ha Roma.

Così appaiono quasi una profezia gli auguri di Zaia, riportati da La Tribuna di Treviso: 

 

“Colomban cambia radicalmente vita: passa da imprenditore che giudica chi amministra ad amministratore che sarà giudicato dagli altri, come dire che passa dalla tribuna da dove è spesso facile criticare chi gioca in campo, al campo in prima persona. Una scelta che hanno fatto molti altri imprenditori rendendosi conto, spero, che quasi sempre una cosa è dare la ricetta agli altri e un’altra curare davvero”.