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Sicilia, nella forestale ci sono 3500 piromani e mafiosi

PALERMO – Su 24 mila guardie forestali arruolate in Sicilia, almeno 3500 sono piromani o mafiosi. Persone cioè condannate in via definitiva per reati gravi, compreso quello di aver dato fuoco a quei boschi che dovrebbero in realtà difendere. Una chiara incompatibilità rispetto al posto che occupano ma che nessun controllo aveva finora evidenziato: tutti sono rimasti negli elenchi della Regione.

Il caso già sollevato dal quotidiano la Repubblica è finito solo ora all’attenzione del governatore Rosario Crocetta che adesso alza la voce, con parole che ai più possono apparire tardive: “Saremo inflessibili. Solo chi ha i requisiti di legge può rimanere all’interno del bacino dei forestali. Si dovrà agire con la necessaria determinazione perché l’obiettivo di fare pulizia all’interno della macchina regionale è prioritario e questa azione la porteremo avanti fino in fondo”.

Il dossier compilato dall’ex dirigente generale Anna Rosa Corsello rivela una platea complessiva di 3.500 forestali con condanne: di questi circa mille hanno sentenze per reati contro il patrimonio, compreso l’incendio doloso, 200 hanno reati contro la pubblica amministrazione, 600 contro la persona, altre centinaia di condanne per reati che hanno a che fare con l’amministrazione della giustizia.

Crocetta però assicura di non essersi svegliato solo ora: “Da tempo sollecito di fare applicare la legge e l’amministrazione regionale si è attivata per questo”. Già a ottobre del 2014, in effetti, aveva dato direttiva al dirigente generale del Dipartimento Lavoro di acquisire in tempi ristretti il certificato del casellario giudiziale e il certificato dei carichi pendenti di tutti i lavoratori forestali, “proprio allo scopo di individuare eventuali soggetti responsabili di azioni contrarie all’ordine pubblico, al patrimonio, alla persona, per escluderli dagli elenchi speciali dei lavoratori forestali”. Ma dopo quasi un anno e mezzo nulla è stato fatto e nessuno ha preso provvedimenti.