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Inchiesta G8: Arcus, la società del governo che ha ristrutturato il palazzo di Propaganda Fide

L'ex ministro per i Beni Culturali Giuliano Urbani, 'inventore' di Arcus

Se ne parla in questi giorni nell’ambito dell’inchiesta G8: è stata questa Spa del governo a finanziare infatti i lavori di ristrutturazione della sede romana di Propaganda Fide, un palazzo secentesco a Piazza di Spagna. Si tratta della società Arcus, voluta dalla finanziaria 2003, ‘battezzata’ il 16 febbraio 2004 con un protocollo d’intesa firmato a Milano, alla Triennale, dall’allora ministro dei beni culturali Giuliano Urbani (che ne è stato l’inventore). Arcus spa è una società di proprietà del ministero dell’economia gestita però in condominio dai due ministeri della cultura e delle infrastrutture, con l’obiettivo di finanziare progetti culturali con il 3% degli investimenti per le Grandi Opere.

La cifra cambia chiaramente ogni anno ma si calcola che da quando é stata istituita ha gestito in pratica circa 500 milioni di euro. Proprio nel 2005, sempre con il ministro Urbani, vi fu un incremento della percentuale destinata ad Arcus, e quindi ai progetti per i Beni Culturali, che passò dal 3 al 5%. Già nell’anno successivo la finanziaria riportò la cifra al 3%. Il nome è l’acronimo di Arte, Cultura e Spettacolo, ma evoca anche l’idea – come viene suggerito dal sito on line – di un “ponte fra le idee e l’uomo”, un arco teso, anello di congiunzione tra “il fare” delle grandi infrastrutture e la tutela del patrimonio culturale italiano.

La sede è a Roma. Nello statuto è prevista una durata fino al 2050. Nel suo consiglio di amministrazione siedono 7 membri (ora dovranno essere ridotti in base alle indicazioni dell’ultima finanziaria), un presidente che viene nominato dal ministero dei beni culturali (oggi, dopo le dimissioni a marzo di Salvatore Italia, la presidenza è stata affidata all’ambasciatore Ludovico Ortona) e sei consiglieri nominati, due ciascuno, dai ministeri dell’Economia, delle Infrastrutture e della Cultura (oggi sono Mario Belfiore,Sergio Colombo, Paolo Dalla Vecchia, Giacomo de Ghislanzoni Cardoli, Marcello Franco e Mauro Mainardi).

Le delibere per il finanziamento dei progetti devono essere firmate da entrambi i ministri. Commissariata dall’allora ministro della cultura Rutelli nel 2006-2007, la spa è stata più volte oggetto di polemiche e di richieste di chiusura (anche da parte di Massimo D’Alema nel ruolo di presidente della sua fondazione Italiani Europei). Ma anche di interventi della Corte dei Conti, che in particolare è intervenuta per sollecitare la stesura del regolamento, che è stato varato di recente con il ministro Bondi.

Attualmente, secondo la denuncia del sindacalista Uil Gianfranco Cerasoli, la Corte dei Conti ha avviato un’indagine su due finanziamenti erogati dalla società, quello per il restauro del Palazzo di Propaganda Fide (2,5 milioni nel 2005) e quello per il restauro di Villa Mansi a Lucca (1,5 milioni nel 2004). A febbraio 2010 sono stati decisi i progetti che la società finanzierà nel triennio 2010-2012 con un ammontare di 200 milioni di euro. Il Lazio fa la parte del leone in questi finanziamenti con 38 progetti per un totale di 40 milioni. Per il solo 2010 lo stanziamento previsto è di 119 milioni e 89 mila euro, 22,8 dei quali dedicati al Lazio.

21 giugno 2010 19:11 | Politica Italia, Politica Mondo

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Un commento a “Inchiesta G8: Arcus, la società del governo che ha ristrutturato il palazzo di Propaganda Fide”

  • [...] proprio nel 2010 il Sindaco di Chiomonte ha ottenuto 800.000 Euro per il sito archelogico di Maddalena. Un sito che non vedrà purtroppo un grande afflusso turistico nei prossimi 10 anni a causa dei cantieri per la discenderia del TAV (Torino Lyon)che dovrebbe essere piazzata proprio lì vicino. Ben strano che un sindaco ottenga dei finanziamenti su un sito archeologico e poi si dia disponibile all’inizio di un cantiere colossale TAV lì vicino… Quei soldi sarà perfino difficile spenderli in queste condizioni. Che ci sia un nesso tra il finanziamento e l’ok all’inizio dei lavori TAV? Certo fa pensare che sia proprio il Ministero delle Infrastrutture a decidere a chi dare i finanziamenti (che derivano dal 3% degli investimenti sulle Grandi Opere). Una volta si chiamavano compensazioni, adesso come le vogliamo chiamare? Qualcuno dirà che non c’è un nesso tra l’opera ed il finanziamento… certo che adesso il Sindaco Pinard, noto imprenditore nel settore dello smaltimento rifiuti, avrà qualche vincolo psicologico in più ad opporsi ad un’opera che convince poco i suoi concittadini (un tunnel “geognostico” di 6,3 metri di diametro e lungo quasi 8 km nelle montagne radioattive valsusine). Concludendo: SEPE e CHIOMONTE hanno in comune i finanziamenti di ARCUS SPA, e 800.000 Euro. Per un comune come Chiomonte sono davvero tanti, ma il gioco vale la candela? I dati su Arcus spa sono tratti da: http://www.blitzquotidiano.it/politica-mondiale/inchiesta-g8-arcus-propaganda-fide-435396/ [...]

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