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Usa. Ex-agente della Cia condannato a 30 mesi per ”soffiata” a giornalista

John Kiriakou

ALEXANDRIA, STATI UNITI – Un giudice della Virginia ha condannato a trenta mesi di carcere John Kiriakou, un ex agente della Cia, arrestato dall’Fbi con l’accusa di aver ‘soffiato’ alcune informazioni riservate a un giornalista. Notizie che peraltro non sono mai state pubblicate.

I rapporti spesso molto stretti tra gli uomini del servizio d’intelligence americano e i giornalisti non rappresentano certo una novita’. In passato hanno ispirato film e libri celebri.

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Ma e’ certamente la prima volta, che un agente segreto viene arrestato per aver diffuso informazioni ai cronisti in oltre sessanta anni di storia americana. Il giudice Leonie M. Brinkema ha quindi sbattuto in galera questo agente esperto, di 48 anni, di cui 15 passati nella Cia.

L’uomo aveva gia’ ammesso di aver violato la legge, esattamente l’Intelligence Protection Act, per aver scritto su una e-mail ad un reporter freelance il nome di un agente sotto copertura. Ma questo suo atteggiamento collaborativo con gli inquirenti non ha alleviato il peso della sua pena.

Il nome di Kiriakou e’ saltato all’attenzione del pubblico mesi fa quando in tv ha parlato del controverso waterboarding, la pratica di tortura usata da agenti dell’antiterrorismo su sospetti terroristi per entrare in possesso di informazioni sulla loro attivita’ contro gli Stati Uniti. In poco tempo e’ diventato una fonte per molti giornalisti specializzati in storie di intelligence. E a uno di questi, mando’ una e-mail con il nome di uno dei suoi colleghi. A suo favore si sono schierate molte altre ex spie, secondo cui gli agenti federali stanno prendendo un granchio.

Ma protestano anche esponenti progressisti, che da anni contestano le torture, e in particolare il ricorso al waterboarding da parte di funzionari governativi. Anche il regista Oliver Stone, prima della sentenza ha inviato un messaggio di solidarieta’, come molti professori della Liberty University, dove Kiriakou ha insegnato negli ultimi tempi.

Tutti loro sottolineano che la sua loquacita’ con i cronisti non ha mai messo in pericolo la sicurezza nazionale. In campo anche Bruce Riedel, ex veterano della Cia, capo del Brookings Istitute, a cui Barack Obama affido’ anni fa la strategia da seguire in Afghanistan. E proprio Riedel, che ha lavorato con Kiriakou negli anni ’90, nei giorni scorsi lo defini’ come ”un funzionario dall’intelligenza eccezionale”, che non merita di andare in prigione. Ma non e’ servito.

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