Scienza e Tecnologia

Sudafrica, scoperti i resti di tre ominidi naledi. Forse incontrarono i primi Sapiens

Sudafrica, scoperti i resti di tre ominidi naledi01

PRETORIA – Scoperti in Sudafrica nelle grotte di Rising Star, i resti di almeno tre ominidi naledi, termine che nella lingua locale sesotho significa stella.  L’età dei resti è incredibilmente giovane e suggerisce che la specie possa risalire tra i 335.000 e 236.000 anni fa. Il che pone questa popolazione di ominidi primitivi, con un cervello delle dimensioni di un’arancia, in un periodo e in in luogo in cui è probabile abbiano vissuto parallelamente all’uomo moderno.

E’ la prima volta che viene dimostrato che in Africa, un’altra specie di ominidi è sopravvissuta insieme ai primi esseri umani. I ricercatori della James Cook University nel Queensland stanno analizzando i fossili dell’Homo naledi, trovati nel 2013 nella grotta Dinaledi che fa parte delle grotte Rising Star in Sudafrica.

In uno studio separato, un team di ricercatori dell’University of Wisconsin-Madison in una camera della grotta hanno scoperto nuovi resti appartenenti a tre Homo naledi, tra cui uno che hanno chiamato “Neo”. Utilizzando tecniche all’avanguardia, hanno scoperto che l’Homo naledi viveva in Africa tra i 236.000 e 335.000 anni fa.

San raffaele

Paul Dirks, che ha guidato lo studio, ha spiegato: “I più antichi fossili datati di Homo sapiens in Africa risalgono a circa 200.000 anni fa e adesso abbiamo un ominide molto primitivo che, probabilmente, è vissuto nella loro epoca”. Dirks afferma che la struttura delle mani dell’Homo naledi dimostra che era adatta per afferrare i rami e arrampicarsi sugli alberi, sostenere il corpo in posizione sospesa e avesse la capacità di maneggiare utensili. Probabilmente troveremo parecchi strumenti in pietra ma la nuova datazione non ci permette di capire come li utilizzassero i primi Homo Sapiens”.

I ricercatori ritengono che i risultati potrebbero riscrivere l’evoluzione dei nostri antenati, i paleoantropologi si trovano ora a dover fare i conti nella ricostruzione dell’albero filogenetico del nostro genere e della nostra specie.

To Top