Scienza e Tecnologia

Alieni, da Einstein a Jung: i personaggi illustri del passato che ci credevano

Ufo e alieni, da Einstein a Jung: i personaggi illustri del passato che ci credevano

ROMA – Dal fisico Albert Einstein allo psichiatra C. G. Jung: sono molti gli studiosi che hanno sognato di incontrare gli alieni. Anche l’economista John Maynard Keynes, il Nobel Frederick Soddy e il filosofo G. W. Leibniz rientrano in questa categoria, così come Guglielmo Marconi, ossessionato da alcune onde radio di origine sconosciuta provenienti dallo spazio. Lo scrittore L. R. Johannis, pseudonimo di Luigi Rapuzzi, spiegava nelle sue opere letterarie come che la razza umana fosse un mix tra una stirpe aliena e i neardenthaliani. Insomma, chi crede all’esistenza degli extraterrestri deve sapere che ha qualcosa in comune con altri illustri personaggi del passato. A questi ultimi è dedicato il libro di Marco Ciardi (Il mistero degli antichi astronauti, Carocci, pp 220, €19).

Un saggio meticoloso che scava nella storia alla ricerca delle origini della “teoria degli antichi astronauti“, secondo la quale gli extraterrestri hanno raggiunto il nostro pianeta nel passato, lasciando evidenti tracce del loro passaggio. Si va dall’analisi di particolari reperti archeologici, non riconducibili all’interno del contesto in cui sono stati ritrovati, alla presunta manipolazione del codice genetico di chi viveva nella preistoria. Ciardi è convinto che da 150 anni chi si occupa della materia ufo, alieni, extraterrestri peschi sempre nello stesso bacino di informazioni. Come scrive Vittorio Sabadin su La Stampa:

“Leggendo il libro di Ciardi si finisce con il restare stupiti dall’infinito elenco di persone, celebri e rispettate, che non hanno escluso che la storia dell’uomo non sia andata come pensiamo. Che nel passato ne sapessero più di noi erano convinti anche Isaac Newton, che dedicò parte della sua vita alla ricerca alchemica, e l’economista Keynes, che nel 1936 acquistò i manoscritti del grande scienziato sulla trasformazione dei metalli. Il filosofo Leibnitz credeva che miti come le guerre di Titani e Giganti contro gli Dei fossero la memoria di eventi realmente accaduti. Ma i poeti, aggiungeva forse pensando anche a Omero, hanno poi imbrogliato ogni cosa, rendendo impossibile distinguere il vero dal falso (…) “.

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