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Uomini sapevano già scrivere quando lasciarono l’Africa? Quei piccoli segni vicini ai disegni…

ROMA – Un codice pre-scrittorio, un linguaggio per immagini astratto, potrebbe confermare che quando i nostri antenati lasciarono l’Africa, sapevano già scrivere.

Genevieve von Petzinger, paleoantropologa e dottoranda della University of Victoria, in Canada, e Emerging Explorer National Geographic, sta conducendo un eccezionale studio sull’arte rupestre, come riportano due articoli di Alison George e Heather Pringle, pubblicati rispettivamente su newscientist.com e news.nationalgeographic.com.

L’interesse della studiosa è concentrato sui piccoli segni ricorrenti accanto alle incisioni e pitture. Grazie a un’osservazione attenta è convinta che non siano semplici e casuali decorazioni ma forme semplici che rappresentano un cambiamento fondamentale nelle capacità mentali dei nostri antenati.

Il primo sistema cuneiforme di scrittura (che si eseguiva con uno stilo, imprimendo sull’argilla particolari segni composti da brevi incisioni a forma piramidale e appuntita, che possono ricordare dei chiodini o dei cunei, da cui appunto la definizione di scrittura cuneiforme) fu scoperto a Uruk, in quello che oggi è l’Iraq e risale a 5000 fa. Ma ci altri sistemi simili, come i geroglifici egiziani, che sono articolati e non arrivano dal nulla.

Deve esserci stato un periodo precedente, in cui l’essere umano ha iniziato a disegnare dei semplici segni astratti.

Per anni, von Petzinger si è chiesta se i cerchi, i triangoli, i ghirigori che gli uomini, 40.000 anni fa, iniziarono a tracciare sulle pareti delle caverne, non rappresentassero quel momento speciale della Storia, in cui è stato creato il primo codice umano, una pre-scrittura.

Von Petzinger ha intrapreso lo studio circa 10 anni fa. “Ero interessata a scoprire un nesso tra i segni attraverso il tempo e lo spazio”, afferma.

I siti francesi di arte rupestre dell’Era Glaciale sembravano il posto migliore per iniziare, così li ha setacciati controllando inventari delle pitture e incisioni rupestri scoprendo tracce di segni geometrici e archiviandole. Successivamente, ha classificato i segni per tipo, li ha inseriti in un database relazionale e cercato i modelli in esso contenuti.

I risultati sono stati una rivelazione: ha trovato 32 tipi di segni adottati in tutto il continente, durante il periodo Paleolitico superiore.

“Mi sono resa conto che per esserci questa notevole continuità tra i siti, i nostri antenati dovevano utilizzare un sistema comune”, scrive. Inoltre, i primi disegni geometrici che aveva scoperto in Francia erano presenti in tutta Europa. Ciò suggerisce che gli uomini moderni hanno inventato questi segni molto prima del loro arrivo in Europa, probabilmente nella terra africana d’origine.


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