Blitz quotidiano
powered by aruba

YOUTUBE Imam Campobasso si esaltava con VIDEO Isis

ROMA – “Abbiamo un riscontro tecnico preciso circa la possibilità che stesse organizzando un attentato a Roma”. Così il Procuratore capo di Campobasso, Armando D’Alterio, spiegando alcuni dettagli dell’operazione della Digos di Campobasso che la mattina di mercoledì 9 marzo ha fermato in un centro di accoglienza a Campomarino (Campobasso), un giovane Imam somalo, 22 anni, richiedente asilo. Gli inquirenti hanno accertato che il ragazzo sarebbe fuggito dalla struttura che lo accoglieva, probabilmente per andare a Roma. Ed oggi la polizia diffonde un video ripreso dall’agenzia Askanews che mostra il giovane che si esalta vedendo alcuni video dell’Isis. 

Il giovane somalo, secondo l’accusa, inneggiava all’Isis, ad Al Qaeda e ad Al Shabab, invitando gli altri ospiti del Centro di accoglienza ad azioni violente da realizzare nell’ambito della Jihad. Una azione “intensa e veemente di proselitismo”, così l’ha definita il Procuratore capo di Campobasso, Armando D’Alterio, contro l’occidente. Tanto che alcuni si sono allontanati dalla preghiera allarmati dal suo comportamento. Poco più di due mesi di indagini serrate, supportate anche da intercettazioni ambientali, hanno consentito agli agenti della Digos di Campobasso di capire la reale portata di quelle parole e delle sue intenzioni.

Il giovane Imam, esaltava anche gli attentati terroristici di Parigi e il martirio, invitando gli altri ospiti del centro di accoglienza ad unirsi alla Jihad e a seguirlo prima a Roma e poi in Siria. Nella sua stanza gli agenti hanno registrato con una telecamera nascosta l’uomo mentre visionava diversi video nei quali erano presentate immagini di attentati, sequestrando anche materiale ritenuto utile alle indagini.

L’avvocato Antonio Di Renzo che lo ha incontrato, poco dopo l’arresto, in questura a Campobasso riferisce la sua reazione. “Perché mi arrestano? Non ho fatto nulla, non ho ucciso nessuno.” Il legale spiega all’Ansa che

“Per lui l’arresto è una cosa fuori dal normale. Io ho cercato di fargli capire che in Italia la giustizia va su un altro binario e che non necessariamente si deve uccidere qualcuno per essere arrestati. Lui non si capacitava del fatto che doveva andare in carcere. Quindi ora la mia funzione è soprattutto quella di fargli capire le tappe dell’iter giudiziario”.





PER SAPERNE DI PIU'