Il ministro della Difesa, Guido Crosetto (Foto Ansa)
Dell’attacco in Iran “nessuno era stato avvisato, non solo noi”. A spiegarlo in un colloquio con La Stampa è il ministro della Difesa, Guido Crosetto, rientrato in Italia da Dubai. E aggiunge: “avrei potuto tornare già” sabato “con un volo militare ma ho preferito farlo” ieri “perché i miei erano terrorizzati”.
“Essermi fermato venti ore di più non ha minimamente influenzato nulla della mia possibilità di seguire ogni cosa in tempo reale – sostiene – Mica la Difesa italiana si ferma se il ministro non è nel suo ufficio! Io sono sempre in giro per il mondo”.
Crosetto spiega, inoltre, che a differenza dell’altra volta “l’Iran ha deciso di attaccare, per reazione, gli Emirati Arabi Uniti. Cosa che non era prevista”.
In un’intervista a la Repubblica aggiunge che si trovava a Dubai perché “le informazioni disponibili non lasciavano presagire una tale accelerazione. E quando ho capito che — a differenza di altre volte — ci sarebbe potuto essere anche un attacco agli Emirati Arabi Uniti, ho deciso di portare a casa la mia famiglia. Dovevano partire la mattina (e quindi saremmo arrivati tranquillamente), ma per un mio impegno istituzionale ad Abu Dhabi abbiamo preso il volo del pomeriggio”.
Crosetto fa poi sapere che essendo una questione familiare non ha voluto “scorte, né codazzi”, ma ha usato “una compagnia aerea civile”.
“Per il resto – dice – non penso che l’opposizione sia preoccupata dei miei rischi personali, ma solo alle polemiche e infatti chiede dimissioni”.
Il titolare della Difesa chiarisce che l’Italia non ha preso parte all’attacco, “per quanto riguarda un eventuale supporto alle operazioni in atto, qualora dovessimo ricevere richieste da Usa o Israele, valuteremo caso per caso- continua – insieme al governo e interessando anche il Parlamento, se sarà necessario”. Per Crosetto “non si intravede il rischio di una guerra globale, ma il rischio di una forte instabilità regionale è concreto”.
