Secondo le analisi dell’Istat sul rapporto tra ambiente ed energia, l’Italia ha visto crescere in modo significativo il proprio fabbisogno energetico nel lungo periodo, in parallelo alle trasformazioni demografiche ed economiche del Paese.
Nel 2025 il consumo risulta oltre nove volte superiore rispetto al 1930, passando da 15 a 140 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio, mentre la popolazione è cresciuta una volta e mezzo e il prodotto interno lordo quasi dieci volte.
I numeri
Il periodo del miracolo economico tra 1953 e 1973 segna un’impennata dei consumi, che aumentano di sette volte; nel dopoguerra si afferma il petrolio come fonte dominante, sostituendo carbone e legna degli anni Trenta.
Le crisi petrolifere degli anni Settanta e la fine del nucleare nel 1987 spingono lo sviluppo del gas naturale e delle infrastrutture di distribuzione, mantenendo il petrolio centrale nel mix energetico nazionale.
Tra 2005 e 2024 la quota delle rinnovabili sul consumo interno lordo passa dal 7 al 21 per cento, segnando crescita costante della componente verde nel sistema energetico.
Il picco dei consumi si registra nel 2005 con 192 Mtep, seguito da una fase di riduzione graduale dovuta a contrazione industriale, miglioramenti dell’efficienza, cambiamenti demografici e inverni più miti legati al clima complessivo.