Migranti, il governo prepara una nuova stretta: fino a tre mesi in più nei centri di frontiera (foto ANSA) - Blitz quotidiano
Il governo si prepara a introdurre una nuova stretta sulle procedure riguardanti i migranti irregolari. La misura è contenuta in un emendamento al decreto legge “Giustizia e Patto Ue”, attualmente all’esame delle commissioni riunite Giustizia e Affari costituzionali del Senato.
La novità principale riguarda la possibilità di estendere fino a tre mesi il periodo di trattenimento nei centri alla frontiera per alcune categorie di stranieri sottoposti alle procedure di rimpatrio. L’obiettivo dichiarato è rendere più efficace il controllo delle persone che potrebbero sottrarsi all’espulsione o alla procedura accelerata di esame della domanda di ingresso nell’Unione europea.
Quando potrà scattare il fermo aggiuntivo
Il prolungamento del trattenimento potrà essere disposto in tre specifiche situazioni: quando viene rilevato un concreto rischio di fuga, quando il migrante ostacola le procedure di rimpatrio o allontanamento oppure quando non risultano applicabili misure alternative meno restrittive.
Tra queste ultime rientrano, ad esempio, la consegna del passaporto, l’obbligo di dimora o l’obbligo di presentazione alle autorità. La decisione sul periodo aggiuntivo spetterebbe al questore.
Nel caso in cui la persona abbia già subito un precedente trattenimento, il nuovo periodo andrà a sommarsi al precedente, ma il limite massimo complessivo resterà fissato a 18 mesi.
Il tema sicurezza al centro dello scontro politico
La nuova norma arriva in una fase in cui il tema della sicurezza è tornato al centro del dibattito politico, insieme a questioni come legittima difesa, criminalità giovanile e immigrazione irregolare.
La misura viene letta anche come una risposta alle pressioni interne alla maggioranza e al confronto sulla linea più dura in materia di sicurezza rappresentata da alcune componenti del centrodestra.
