(Foto Ansa)
“Bisogna lavorare già per il prossimo inverno, facendo crescere le scorte. Spero che non ce ne sia bisogno, ma temo che più avanti dovremo anche riaprire le due centrali elettriche a carbone di Civitavecchia e Brindisi”. Lo afferma Davide Tabarelli, presidente Nomisma Energia, in un’intervista al quotidiano La Repubblica, in qui invita a non sottovalutare le conseguenze delle tensioni in Medio Oriente sui mercati energetici. “Nonostante i passi in avanti, rimaniamo il Paese meno autonomo della Ue per l’energia”, osserva Tabarelli, ricordando che “le bollette sono già ai massimi dal 2023 e avremo ancora aggiustamenti al rialzo”.
Le parole di Tabarelli
Per quanto riguarda la fine al taglio delle accise secondo Tabarelli il governo ha sbagliato a tenerlo troppo a lungo “perché i consumatori di tutto il mondo, compresi quelli italiani, non hanno capito la gravità della situazione, quindi i consumi di carburanti non sono calati”.
Secondo il presidente di Nomisma Energia, l’attuale livello dei prezzi dei carburanti non rappresenta ancora lo scenario peggiore. “Anziché preoccuparci perché la benzina arriva a due euro dovremmo baciarci i gomiti perché non è ancora arrivata a tre. E perché sui mercati non si è diffuso il panico”, afferma.
A suo giudizio, i mercati finanziari stanno contribuendo a contenere gli aumenti, nonostante la forte riduzione della produzione saudita e il permanere delle tensioni nell’area del Golfo. Tabarelli invita inoltre a modificare i comportamenti di consumo, riducendo l’uso dell’auto e la velocità di guida.
Per quanto riguarda l”approccio europeo alla transizione energetica, sottolinea che “a Bruxelles continuano a parlare di elettricità, ma dopo anni di straordinari incentivi il parco elettrico è ancora al due per cento: in Italia ci sono 40 milioni di auto e 10 milioni di motorini a benzina o diesel”, sostiene Tabarelli.
