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La paura per la sostenibilità del boom dell’intelligenza artificiale travolge i mercati asiatici. A Seul l’operatore di Borsa ha attivato il circuit breaker sull’indice di riferimento Kospi, sospendendo per 20 minuti le contrattazioni dei titoli quotati a partire dalle 12.31, dopo che il listino ha accusato un calo superiore all’8% rispetto alla chiusura precedente.
Cosa sta succedendo
La forte ondata di vendite ha colpito soprattutto i titoli tecnologici e i produttori di semiconduttori, con gli investitori sempre più preoccupati per gli enormi investimenti dei colossi globali nell’intelligenza artificiale e per i dubbi sulla loro reale capacità di generare profitti. Il Kospi, dopo una corsa che nei dodici mesi fino a giugno aveva portato l’indice a più che triplicare il proprio valore, è arrivato a perdere oltre l’11%, toccando il livello più basso dall’inizio di aprile, dopo il -10% registrato nella seduta precedente.
In forte calo anche gli altri mercati della regione: la Borsa di Taiwan ha lasciato sul terreno il 5%, mentre il Nikkei giapponese è arretrato del 2,6%. L’indice MSCI Asia-Pacifico, escluso il Giappone, ha perso oltre il 2,45%, dopo il -3,6% di martedì. Tra i titoli più penalizzati SK Hynix, crollata del 9% nonostante risultati trimestrali con utili operativi in crescita di oltre sei volte, ma inferiori alle aspettative del mercato. Gli investitori attendono ora i conti delle grandi aziende tecnologiche statunitensi, tra cui Microsoft e Meta, considerati un banco di prova decisivo per il settore dell’intelligenza artificiale, dopo i segnali di allarme arrivati nei giorni scorsi dai risultati di Alphabet e Tesla.
