Jason Arday, foto da video
Oltre 200 persone hanno partecipato a una veglia, a Cambridge, per ricordare Jason Arday, il professore trovato morto suicida venerdì scorso nella sua abitazione a Battersea, nella zona sud di Londra. Jason Arday aveva 41 anni e proveniva da una famiglia di origini ghanesi: nei mesi scorsi era stato sottoposto ad una feroce campagna mediatica condotta e portata avanti anche da giornali progressisti come il Guardian, per una serie di accuse di plagio riguardanti la tesi di dottorato alla Liverpool John Moores University e i titoli dell’accademico che l’avevano portato ad essere, nel 2023, il più giovane docente nero di ruolo nella storia del prestigioso ateneo inglese. Per queste accuse, Arday la scorsa settimana si era dimesso ed aveva detto che la sua vita era finita.
La commemorazione è stata organizzata dai dottorandi del professore, che aveva lasciato la sua cattedra di sociologia a seguito dei ripetuti attacchi nei suoi confronti e dell’avvio di un’indagine interna da parte dell’università di Cambridge. “È stato il razzismo a ucciderlo”, ha dichiarato alla Bbc una delle studentesse di Arday, diventato un simbolo di diversità nel mondo accademico britannico. E ancora: “Per molti di noi Cambridge era un tempo immaginata come un approdo. Abbiamo lavorato per arrivare in posti come questo, credevamo nell’università, c’era la speranza che, una volta entrati, potessimo appartenervi”.
Intanto una petizione che chiede al governo laburista l’apertura di un’inchiesta pubblica sul ruolo della stampa nella morte di Arday ha raggiunto oltre 33.000 firme, tra cui quelle di diversi deputati e personalità pubbliche, con l’obiettivo dichiarato di arrivare a 50.000. La petizione, promossa dal Good Law Project e indirizzata al premier Andy Burnham e alla ministra della Cultura, Lisa Nandy, sostiene che la morte dell’accademico sia stata “il risultato diretto e prevedibile” della persecuzione mediatica subita nelle ultime settimane. Il primo ministro, sulla vicenda ha commentato: “È una tragedia sotto molti punti di vista, ma soprattutto per tutti coloro che conoscevano Jason, la sua famiglia ovviamente, i suoi amici. Oggi pensiamo a loro”. La famiglia dell’ex accademico ha invece affermato di essere “sconvolta per la perdita di questo straordinario padre, compagno, fratello, zio e figlio”.
Chi era Jason Arday
L’ex professore di sociologia di Cambridge, oltre ad essere stato accusato di plagio aveva subito una serie di accuse sui suoi trascorsi, poi non risultate in parte vere, che lo avevano portato a dimettersi. Il suo decesso sta dunque travolgendo il mondo accademico inglese. Se da una parte è infatti scattata la solidarietà e la richiesta di indagini per comprendere se Arday abbia subito del razzismo, dall’altra ci si sta interrogando sugli standard di selezione di una delle più prestigiose università del Regno Unito e del mondo. Si teme che per ragioni prettamente ideologiche siano state allentati proprio questi criteri che permettono di diventare professore a Cambridge.
Nel 2023, a soli 37 anni, Arday era diventato il più giovane professore afrodiscendente dell’università. Il suo arrivo era stato molto pubblicizzato e per questa ragione aveva attirato l’attenzione della stampa. Proprio questa attenzione ha portato a chiedersi se anche i media non abbiano compreso che si trovavano davanti ad una persona fragile.
Arday era una specie di simbolo sia in Gran Bretagna sia negli Stati Uniti che ha contribuito non poco ad accusare il 41enne di plagio. Alcune delle inchieste più documentate sul suo caso sono state infatti pubblicate da media statunitensi che hanno anche criticato la presunta perdita di prestigio dell’università di Cambridge. Nel frattempo Arday si era costruito anche una certa notorietà sui media generalisti in questo caso solo britannici, intervenendo spesso in contesti anche non accademici.
Il curriculum di Arday e l’autismo
Arday era autistico ed era nato in un quartiere periferico di Londra da una famiglia ghanese. Aveva avuto dei trascorsi scolastici difficili che poi in parte erano stati smentiti. La prestigiosa università era stata accusata di aver assunto Arday per ragioni non legate al merito ma solo al fatto che la sua era una storia di riscatto. Oltrea al presunto plagio, il professore, a detta dei critici, non aveva un curriculum e delle pubblicazioni così eccezionali come viene richiesto ad un professore di Cambridge.
