Valter Lavitola dal carcere: "Pentito per aver messo nei guai mio fratello Ranucci" (foto Ansa-Blitzquotidiano)
“Lavitola vive una condizione psicologica certamente non facile, perché per una scelta autonoma, ha provocato dei guai a due persone che sono per lui un figlio, e parlo di Gomes e un fratello in riferimento a Ranucci. È pentito per avere messo nei guai persone a cui tiene”. Lo ha affermato l’avvocato Arturo Cola uscendo dal carcere di Rebibbia riportando le parole di Valter Lavitola con cui ha avuto colloquio di quasi tre ore.
L’avvocato: “La scelta dell’attentato è solo sua”
“La scelta dell’attentato è solo sua, una iniziativa solo sua” ha aggiunto il legale. “Lavitola ritiene che Ranucci avesse reputato la cosa non importante, l’avesse affrontata con superficialità, non gli avesse dato retta. Quindi proprio per questo forse Ranucci non ha riferito nulla su questo aspetto agli inquirenti” ha proseguito Cola rispondendo a chi gli chiedeva perché il giornalista in passato non abbia parlato con gli inquirenti dei rischi su possibili attentati paventati da Lavitola un mese e mezzo prima della bomba a Pomezia.

Prima di entrare nel penitenziario romano per il colloquio con il suo cliente, Cola, ai giornalisti ha detto: “Sono qui oggi per parlare con Lavitola e verificare se è necessario integrare la confessione del 12 agosto in vista dell’udienza del Riesame che si terrà presumo la settimana prossima”.
“Non si tratta di ritrattare o dire cose diverse ma si tratta – aggiunge – semplicemente di puntualizzare e offrire un’interpretazione autentica di ciò che è già stato riferito. Questo ci è possibile perché al Riesame si possono fare dichiarazioni spontanee”.
“Noi riteniamo che Lavitola avvisò Ranucci sul rischio di attentati prima di quanto avvenuto il 16 ottobre. C’è stato, infatti, un incontro il 7 settembre nel corso del quale probabilmente Lavitola avvisò Ranucci dei pericoli che correva in ragione di possibili attentati. Questo quindi un mese e mezzo prima dell’attentato medesimo” ha riferito Cola.
“A noi interessano i fatti: in sede di interrogatorio di garanzia il mio assistito ha escluso che vi fosse un accordo preventivo sull’attentato”, ha aggiunto.
