Brasile, la storia della 38enne Amanda che per farsi adottare si finge 12enne. E ci riesce per 14 mesi (dai social)
“Non fare la bambina!”: è una parola, specie se rinunciare finalmente alle bambole significa rinunciare anche al vitto, all’alloggio e al calore di una vera famiglia. Non è il caldo d’agosto che ci fa delirare: dal Brasile, strepitoso subcontinente mai avaro di meraviglie e disastri, giunge la storia di una donna di 38 anni che si è finta dodicenne pur di farsi adottare.
Riuscendoci, e questo è ancora più incredibile, per ben 14 mesi. Gabrielle, questo l’eteronimo alla Pessoa, il nome d’invenzione, con cui una certa Amanda Maria Souza de Oliveira, peraltro ben nota nel casellario giudiziario, ha cercato di farsi passare per una bimbetta bisognosa d’aiuto, ingannando un po’ tutti.
A Joinville, nel nord dello Stato di Santa Catarina
A cominciare da un bravo pastore evangelico – siamo a Joinville, nel nord dello Stato di Santa Catarina – che si è commosso e lasciato convincere dal patetico racconto di Gabrielle: la straziante odissea di una minorenne abusata dal padre biologico, sfruttata e maltrattata come nei più strappalacrime dei romanzi dickensiani.

Il pastore si è rivolto a una coppia disponibile ad aiutare, accogliere e accudire la “piccola”. Gabrielle ci ha messo anche un carico emotivo, affettando comportamenti incompatibili perfino con i 12 anni dichiarati. Tipo richiesta del biberon e paura del buio e di dormire da sola a dispetto della linda cameretta tutta rosa che i solleciti nuovi gentitori le avevano preparato.
Ma come ha fatto a cascarci l’ingenua coppia? Gabrielle/Amanda si giustificava adducendo una suo presuntissimo autismo e relativi bombordamenti ormonali.
Quanto alla scuola, non sia mai, figuriamoci una procedura di affiliazione o adozione: se mi registrate in qualche documento pubblico, questo il ricatto sentimentale, quell’orco di mio padre verrà a cercarmi.
Così son trascorsi 14 mesi. I genitori, colti finalmente da improvvisa resipiscienza cognitiva, hanno cominiciato a coltivare penosi sospetti, prontamente confermati da una veloce ricerca online. Dove si sono imbattutti in una vicenda simile di sostituzione di persona. Quindi la denuncia alle forze dell’ordine.
Il processo continuerà dopo la perizia psichiatrica
Ora, cosa fare di una tipa come Amanda fu Gabrielle, che peraltro ha confessato la messa in scena? Per il tribunale deve essere condannata come volgare truffatrice.
Per la difesa no, perché la sua condotta non mirava ad alcun vantaggio immediatamente materiale, tipo soldi per intenderci. Piuttosto l’unico espediente a disposizione per assicurarsi una sussistenza degna.
“Era l’unico modo che conosceva per restare in vita, e non ha causato danni finanziari a nessuno”, per l’avvocato Rafael Luiz Siewert.
La domanda al momento, sintetizzando, è una sola: ci fa o ci è? E infatti, il processo è fermo e la sua ripresa subordinata alle conclusioni di una perizia psichiatrica. Bella impresa.
