(Foto Ansa)
Chiediamocelo apertamente: che cosa vogliono Matteo Salvini e Antonio Tajani, i quali, pur essendo alleati di governo, non sono mai d’accordo su alcuni problemi di fondamentale importanza?
Si rendono conto che, andando avanti di questo passo, si consegneranno mani e piedi alla sinistra che non vede l’ora di rovesciare il governo? Forse no, altrimenti, si comporterebbero in maniera diversa.
Risposta: si difendono strenuamente perchè la loro posizione in Forza Italia e nella Lega non è proprio idilliaca.
Nel Carroccio, i nostalgici di Umberto Bossi vorrebbero tornare ai vecchi tempi del partito tutto nordista.In Forza Italia, il ministro degli Esteri deve vedersela un giorno sì e l’altro pure con una onnipresente Marina Berlusconi che ha in animo di portare il partito su posizioni più moderate. Però, lo fa rimanendo lontano dal palcoscenico. Se queste sono le sue intenzioni la smetta di dare lezioni e si presenti agli italiani. Non c’è dubbio, quindi, che i due vice presidenti del consiglio si trovino fra Scilla e Cariddi, ma questo non giustifica il loro atteggiamento che è sempre (o quasi) uno diverso dall’altro.
Qualche esempio: in Germania, l’AFD, di estrema destra, vince alla grande le elezioni in Sassonia con il 42 per cento delle preferenze e Salvini si dice entusiasta del risultato, così si capirà finalmente che “questa Europa deve cambiare”. Non si rende conto, sostengono i suoi avversari, che il giorno in cui questa situazione dovesse concretizzarsi, l’Italia verrebbe dimenticata dal Paese con cui oggi è alleata. Comunque sia, Tajanistorce la bocca, dice senza mezzi termini che il voto in Sassonia è un guaio per l’Europa intera, che questa onda estremista darà solo guai al vecchio continente. Se poi, ci occupiamo degli affari di casa nostra, il Carroccio e Forza Italia sono più che mai distanti su diversi problemi. Innanzitutto sugli extraprofitti delle banche che dovrebbero pagare tasse superiori per i super guadagni che hanno fatto negli ultimi anni.
È un ritornello che Tajaninon vuole sentire nemmeno per un momento perchè non bisogna dimenticare che la Mediolanum è un istituto credito che appartiene in grande maggioranza alla famiglia Berlusconi. Così è per il riarmo e per le grandi somme di danaro che continuiamo a “regalare” all’Ucraina. Salvini la pensa come Giuseppe Conte:”Questi soldi sono indispensabili per risolvere alcune situazioni che affliggono il Paese”.
Tajaniè in tutto d’accordo con la Meloni che non ha mai avuto dubbi in proposito. “Zelensky va difeso sempre per combattere la violenza e il sopruso di Putin”, afferma la premier. Si potrebbero aggiungere altri temi sui quali i due vice della Meloni non sono d’accordo, ma già questi sono sufficienti per capire come sarà duro il cammino del governo prima delle elezioni. Già, ma quando si voterà in primavera o in autunno del 2027?
La Meloni non si pronuncia, vuol vedere che fine farà il disegno della nuova legge elettorale. Deve respingere a muso duro tutti gli attacchi dell’opposizione che non demorde e ritiene che questo è un interrogativo che la premier deve sciogliere al più presto. “Noi siamo già pronti”, dice con voce sicura Angelo Bonelli. Sarà vero visto che il campo largo (o presunto tale) non sa ancora chi sarà il candidato premier che si opporrà alla Meloni? Interviene a proposito Elly Schlein: “Prima bisognerà pensare al programma, poi discuteremo delle primarie”.
Un modo come un altro per dire a Giuseppe Conte che non sarà lui a decidere chi sarà il direttore d’orchestra del concerto. I problemi non mancano, però i più urgenti sono quelli che riguardano il centro destra per il tira e molla di Salvini e Tajani. La debbono smettere, perchè alla fine, stanca di queste diverse opinioni, la numero uno di Fratelli d’Italia potrebbe decidere di andare da sola alle elezioni del 2027. Molti italiani sono con lei, i sondaggi le danno conforto. Se questo sarà l’input potrebbe darsi che molta gente voglia dirigersi verso un porto sicuro e dare il suo appoggio al partito della premier “rubandoli” in parte al Carroccio ed in parte a Forza Italia. Se lo sono posto un simile interrogativo i due ministri, stretti collaboratori del governo?” Se si, ne traggano le ovvie conseguenze.
