Torino, 13enne violentata nel minimarket. L’uomo scarcerato si difende: “Non ho fatto niente di sbagliato” (foto ANSA) - Blitz quotidiano
“Non ho fatto niente di sbagliato”. È quanto sostiene il 42enne cittadino bengalese fermato a Torino con l’accusa di violenza sessuale aggravata ai danni di una 13enne all’interno di un minimarket. L’uomo, successivamente scarcerato, ha affidato la propria versione a un messaggio mostrato durante la puntata del 7 settembre di “Quarta Repubblica”.
“L’Italia è un Paese di umanità, credo che qui otterrò giustizia”, ha aggiunto il 42enne. Davanti al giudice si era dichiarato pentito per quanto accaduto. Proprio le scuse e l’atteggiamento collaborativo avrebbero contribuito alla decisione di non convalidare il fermo e disporne la liberazione.
Le immagini delle telecamere
A ricostruire la vicenda ci sono anche le registrazioni delle telecamere di videosorveglianza installate all’interno del minimarket di via Breglio. Secondo quanto riportato nelle carte relative alla scarcerazione, i filmati mostrerebbero un precedente tentativo di aggressione nei confronti di una 40enne, avvenuto pochi minuti prima dell’ingresso della ragazza nel locale.
Nell’ordinanza viene inoltre riconosciuta una difficoltà dell’indagato a “contenere i suoi impulsi”. Nonostante questo elemento, i giudici hanno valutato le scuse e il comportamento tenuto durante gli accertamenti come sufficienti per non convalidare il fermo.
La polemica sui minimarket
Il servizio di “Quarta Repubblica” ha inoltre acceso i riflettori sulla crescente presenza dei minimarket a Torino. “Proliferano come funghi, solo in questa via ce ne sono quattro”, racconta un residente intervistato dalla trasmissione.
Nel reportage vengono raccolte anche alcune dichiarazioni di gestori di origine bengalese sui rapporti tra uomini e donne. “La donna deve rimanere a casa mentre è l’uomo che porta a casa i soldi”, spiega un commerciante all’inviata del programma. Un altro gestore sostiene invece che una donna in giro in minigonna “non merita rispetto”.
