(Foto Ansa)
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La decisione di non mandare in onda in chiaro l’intervista a James Talarico, candidato democratico al Senato in Texas, è stata spiegata da Jimmy Kimmel in apertura del suo programma. Il conduttore ha precisato che l’intervista è disponibile esclusivamente su YouTube, motivando la scelta con il timore di nuove pressioni da parte della Federal Communications Commission (Fcc) sulle emittenti del gruppo Abc.
Kimmel ha ricordato come, per oltre vent’anni, il suo programma abbia ospitato senza particolari problemi candidati a cariche pubbliche, seguendo una tradizione consolidata dei talk show americani.
“Sapete, per molti anni – ha ricordato il popolare conduttore comico-satirico – per tutti gli oltre 20 anni del nostro show, in realtà, ho intervistato americani candidati a cariche pubbliche senza alcun problema, proprio come hanno fatto Letterman, Leno, Arsenio, ecc. ecc. Ho intervistato molti candidati politici. Da Hillary Clinton a Ted Cruz a Donald Trump”.
Kimmel ha quindi ricordato le interviste a Donald Trump, anche quando l’attuale presidente degli Stati Uniti era ancora candidato alla Casa Bianca. “Ho intervistato Donald Trump quando si candidava alla presidenza nel 2015, e in quel momento, quando era seduto accanto a me, sembrava non avere alcun problema con l’idea che i conduttori di talk show intervistassero i candidati. Anzi, era molto desideroso di tornare per un’altra intervista, cosa che ha fatto poco prima di diventare il candidato nel 2016”.
“Ma per qualche ragione, e non riesco a capire quale sia, qualcosa è cambiato”, ha aggiunto il conduttore.
Kimmel ha poi puntato il dito contro la Fcc, sostenendo che le pressioni siano aumentate da quando Trump è tornato alla Casa Bianca. “Trump è presidente, la sua Fcc mi ha minacciato, ha minacciato il nostro programma, ha minacciato la nostra rete, la Abc, le nostre affiliate e le nostre stazioni locali sulla base di semplici decisioni editoriali tradizionali, prenotazioni di ospiti, a quanto pare, che non gradiscono”.
Il riferimento è alla contrapposizione tra la Abc e la Fcc e, in particolare, al suo presidente Brendan Carr, protagonista negli ultimi mesi dello scontro con diverse emittenti e programmi televisivi.
