Elly Schlein ha chiuso la Festa dell’Unità di Reggio Emilia sfidando Conte e la Meloni: "Vinciamo le primarie, siamo il Pd” (Fonte Ansa) - Blitz Quotidiano
“Pronti al voto. Prendiamo un impegno: andremo al governo solo vincendo le elezioni con l’alleanza progressista”. Parole e musica di Elly Schlein domenica in chiusura a Reggio Emilia della Festa nazionale del Pd. Migliaia d persone hanno accolto il messaggio della segretaria del Pd con un convincimento di fondo. Ed hanno esultato. Vista l’atmosfera che si respirava al Campovolo Elly ha ricordato i suoi punti chiave, togliendosi pure qualche sassolino. Tipo: “Scommettevano che non sarei durata neanche sei mesi alla segreteria. Ed invece ci sono ancora”.
Il piano di Elly
La segretaria dem ha ribadito i punti essenziali del suo programma. Ed è partita da due priorità: legge elettorale e Ucraina. Tranciante sulla legge: “Fermeremo il Centrodestra come sul referendum giustizia”. Quanto all’Ucraina è stata chiara: ”Continueremo a sostenerla”. E sule Primarie? Tranquilli “le vinciamo noi, siamo il Pd”. E già che era sull’argomento ci ha tenuto a fare chiarezza. A scanso di equivoci ha tuonato al popolo dem: “C’è chi non vuole una donna di sinistra a Palazzo Chigi, ma io sono qui”. La sfida a Giorgia Meloni è lanciata “e la premier teme di perderla”.
Ma Conte agita i dem
Giuseppi insiste: basta armi a Kiev, avanti con le Primarie. La sfida a distanza Elly-Giuseppi è lampante. La segretaria dem insiste (”Noi il perno”). Il leader del M5S risponde con una bordata contro l’alleata:” Non possiamo preventivamente metterci nelle mani di un’altra forza politica”. Inoltre, Conte sì è lamentato, alla Festa del Fatto Quotidiano, che l’aumento della raccolta delle firme nella riforma elettorale vada a scapito del Progetto Civico di Alessandro Onorato, la gamba centrista che l’ex premier preferisce rispetto a Italia Viva. È il caso di ricordare che la questione delle firme e la legge elettorale sono ancora sotto l’occhio vigile del Quirinale. E la stessa maggioranza, in vista del voto finale del Senato di questa settimana, è preoccupata di non lasciarsi indietro elementi critici. Conte ha ribadito di non essere in ogni caso “ossessionato” da Palazzo Chigi come dal gazebo. Ma per aiutare Onorato, Giuseppi rischia il ritorno di Grillo.
