(Foto Ansa)
Secondo un’analisi di Moody’s Analytics, citata dalla Cnbc, la guerra in Iran è costata finora alle famiglie americane circa 1.760 dollari ciascuna. La stima, aggiornata all’11 settembre, attribuisce 930 dollari all’aumento dei costi dell’energia, 425 dollari all’incremento dei tassi di interesse e i restanti 405 dollari all’aumento della spesa militare, che potrebbe tradursi per i cittadini in maggiore debito pubblico o tasse più elevate.
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Sul fronte diplomatico, Donald Trump dovrebbe incontrare martedì prossimo a New York, a margine dell’Assemblea generale dell’Onu, i leader dei sei Paesi del Consiglio di cooperazione del Golfo: Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Bahrein, Kuwait e Oman. Secondo Axios, l’incontro dovrebbe concentrarsi sulle ipotesi americane per la strategia post-bellica. La riunione potrebbe inoltre essere allargata ad altri Paesi arabi e musulmani.
Intanto, il ministero dell’Intelligence iraniano ha annunciato l’uccisione di tre presunti militanti affiliati a Stati Uniti e Israele e l’arresto di altri nove nella provincia sud-orientale del Sistan-Baluchistan. Teheran sostiene che il gruppo fosse intenzionato a compiere azioni di sabotaggio e terrorismo. Si tratta di accuse provenienti dalle autorità iraniane e non verificate indipendentemente.
Infine, cresce la tensione diplomatica tra Iran e Svezia. Teheran ha concesso 48 ore a un diplomatico svedese per lasciare il Paese, dopo l’espulsione di un funzionario iraniano da Stoccolma. La Svezia aveva motivato la decisione con attività ritenute incompatibili con la Convenzione di Vienna.
