Greg Bovino, chi è l’ex comandante del Border Patrol che pensa alla Casa Bianca: "Servono espulsioni di massa" (foto ANSA) - Blitz quotidiano
Greg Bovino sta «assolutamente esplorando e assolutamente pensando» alla possibilità di candidarsi alla presidenza nel 2028. “Dipenderà dal fatto se facciamo o no le espulsioni di massa. Qui negli Stati Uniti voglio qualcuno che sia già in politica e che sia pronto a fare quello che è necessario”.
Lo ha detto ieri l’ex comandante del Border Patrol (le guardie di confine) finito al centro di proteste per gli arresti di massa di immigrati illegali nelle città americane, da Los Angeles a Minneapolis, e rimosso dal presidente Trump dopo che gli agenti uccisero due cittadini americani, Renee Good e Alex Pretti. Per quelle morti, Bovino non riconosce alcuna responsabilità, mentre incolpa i politici locali per aver incitato le proteste, come pure i media, “che fomentano questo tipo di odio contro i ragazzi in verde” (così chiama gli agenti).
Le parole sulle politiche anti-immigrazione
Bovino era stato invitato a parlare ad un incontro del club dei giovani repubblicani di New York, dove gli è stato detto che il suo cappotto verde paragonato dal* New York Times* a quello dei nazisti è cool. Lui ha sottolineato che fa parte dell’uniforme del Border Patrol dal 1924 e che i nazisti «lo hanno copiato da noi». Circondato da giornalisti stranieri, Bovino ha espresso la sua opinione sulle operazioni anti-immigrazione nel mondo: “Forza Afd in Germania”; “Non penso che il governo italiano stia facendo abbastanza”.
Ma ha criticato lo stesso Trump: alla domanda se il presidente stia facendo abbastanza con le espulsioni di massa, Bovino ha replicato: “Assolutamente no. Ha iniziato in modo fantastico, era il migliore di tutti sulle questioni del confine, ma le deportazioni di massa sono state rallentate, azzerate… penso che Trump sia la persona giusta ma che venga mal consigliato, ma forse sta iniziando ad ascoltare perché ha licenziato oggi il capo dell’Ice. Bisogna fargli capire che è quello che vogliono gli elettori e magari ricomincerà a farlo qui, davanti alla porta di casa di Mamdani”.
I dubbi su Vance e Rubio
L’ex comandante delle operazioni anti-immigrati non ha fatto mistero sulla sfiducia che ha sia per il vicepresidente J.D. Vance che per Marco Rubio, in vista del 2028, poiché nessuno dei due ha fatto delle espulsioni una parte importante della loro piattaforma in passato. Come ha notato un membro del club. “Finora questo non mi ispira molta fiducia – ha detto Bovino – ma penso che qualcuno si farà avanti. C’è un eroe tra voi qui, tra questi giovani repubblicani o altrove, qualcuno dovrà farsi avanti, indossare quel manto e prendere queste decisioni difficili”.
Forse si riferiva proprio a se stesso. Davanti al palazzo c’erano una dozzina di manifestanti con cartelli di protesta contro le operazioni di Ice e del Border Patrol; due di loro sono riusciti a infiltrarsi all’interno pagando il biglietto (100 dollari) e hanno brevemente interrotto l’incontro sollevando cartelli che dicevano “Bovino assassino”.
