Compravano aziende a 1 euro e le svuotavano per acquistare Ferrari lasciando i dipendenti senza stipendio: maxi truffa da 5,6 milioni (Fonte Ansa) - Blitz Quotidiano
Compravano aziende in difficoltà per 1 euro con la promessa di rilanciarle con nuovi investimenti. Dietro ai progetti, però, si nascondeva un sistema preciso e collaudato per svuotare progressivamente le società, trasferendone le risorse sui conti riconducibili agli stessi acquirenti. Mentre una delle imprese avviava i licenziamenti e i dipendenti scioperavano per gli stipendi non pagati, venivano stipulati due contratti di leasing per altrettante Ferrari Roma, con un costo complessivo di circa 7mila euro al mese. L’indagine della Guardia di Finanza di Bergamo ha portato al sequestro preventivo di oltre 5,6 milioni di euro nei confronti di due italiani residenti a Dubai.
Aziende comprate e svuotate
L’indagine è stata avviata nel 2023, quando alcuni creditori hanno chiesto e ottenuto l’apertura della liquidazione giudiziale di una società attiva nella fabbricazione di strutture metalliche. La società era stata quindi acquisita dai due indagati attraverso un contratto di “earn out”. Le quote erano state rilevate per un corrispettivo simbolico di un euro, mentre ai precedenti proprietari era stata riconosciuta una partecipazione del 25% agli eventuali utili derivanti dalla successiva cessione della società risanata o dal raggiungimento di determinati obiettivi economico-finanziari. L’obiettivo dei due indagati, però, era quello di sottrarre le risorse aziendali, senza un reale interesse a proseguire l’attività. Sarebbero stati trasferiti circa un milione di euro dall’impresa in crisi a un’altra società riconducibile agli indagati attraverso fatture false. Le somme sono poi confluite sui loro conti personali.
Mentre la società attraversava una profonda crisi, con oltre 40 dipendenti in difficoltà, sono stati stipulati due contratti di leasing per altrettante Ferrari Roma. Il costo complessivo era di circa 7mila euro al mese, escluse le spese assicurative, per un esborso totale superiore a 170mila euro. Secondo la Guardia di Finanza, lo stesso sistema sarebbe stato utilizzato nei confronti di altre quattro società, alle quali venivano prospettati interventi di risanamento e rilancio. Le risorse sottratte ammonterebbero, complessivamente, a oltre 1,5 milioni di euro.
Nel febbraio 2025, i due indagati avrebbero ottenuto due finanziamenti per complessivi 3,3 milioni di euro, assistiti per il 70% dalla garanzia Sace. Le somme erano destinate all’acquisto di impianti e macchinari, all’innovazione degli asset tecnologici e all’ampliamento della capacità produttiva. Gli accertamenti della Guardia di Finanza hanno invece fatto emergere che 2,2 milioni di euro sarebbero stati utilizzati per finalità completamente diverse da quelle per cui erano stati concessi.
