(Foto Ansa)
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Ammontano a circa 1,5 milioni di franchi svizzeri, pari a oltre 1,6 milioni di euro, le spese sostenute dalla Svizzera per le prime cure dei ragazzi italiani rimasti feriti nell’incendio di Capodanno a Crans-Montana. La stima, diffusa dalla radio televisione svizzera Rts, riporta al centro il contenzioso tra Roma e Berna sui costi dell’assistenza sanitaria, ancora irrisolto.
Una decisione è attesa dal Governo federale svizzero, attualmente impegnato anche nella complessa successione al presidente uscente Guy Parmelin, dimessosi a sorpresa la scorsa settimana. Era stato proprio Parmelin, durante un incontro con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni il 4 maggio, a margine del vertice della Comunità politica europea in Armenia, ad assumersi l’impegno di “gestire la questione sul piano bilaterale”.
La vicenda era esplosa ad aprile, quando alcune famiglie italiane avevano ricevuto fatture molto salate dall’ospedale di Sion, con importi superiori anche a 70mila euro per poche ore di ricovero.
Intanto, fa discutere la possibile corresponsione a Jessica Moretti, comproprietaria del locale Constellation e indagata insieme al marito Jacques, di un’indennità giornaliera per perdita di guadagno legata a danni alla salute.
La richiesta, presentata nell’ambito dell’assicurazione svizzera contro gli infortuni, sarebbe tuttavia ritenuta infondata dalla compagnia assicurativa, pronta a opporsi a eventuali azioni legali, secondo quanto riferisce l’edizione riminese del Resto del Carlino.
“Una vera e propria beffa”, commenta Eleonora Palmieri, veterinaria di San Giovanni in Marignano rimasta gravemente ustionata nel rogo. “Noi vittime stiamo ancora affrontando interventi, cure e spese. La nostra vita e il nostro lavoro sono stati stravolti”. Dopo i ricoveri al Niguarda di Milano e al Bufalini di Cesena, la giovane deve ancora affrontare delicate operazioni chirurgiche.
Palmieri propone di destinare alle vittime eventuali somme riconosciute a Moretti, se consentito dalla legge svizzera: “se quei soldi fossero davvero dovuti, vorrei che servissero a risarcire chi ha perso una persona cara e chi porta ancora le ferite dell’incendio”.
L’avvocato Piero Venturi, che assiste la veterinaria, precisa di “non contestare una norma che riconosca il diritto a una prestazione assicurativa”, ma ritiene “inaccettabile” che una persona indagata, potenzialmente esposta a risarcimenti milionari, possa incassare un’indennità mentre le vittime attendono. L’eventuale vincolo sulle somme resta, per ora, un’ipotesi giuridica da verificare.
