220 chilometri al giorno per andare al lavoro: in Spagna gli affitti troppo cari costringono a vivere in auto (foto ANSA) - Blitz quotidiano
Percorrere oltre 200 chilometri ogni giorno, tra andata e ritorno, soltanto per raggiungere il posto di lavoro. È la routine di María Inmaculada Jiménez, 45 anni, responsabile di un ristorante a La Cala de Mijas, sulla Costa del Sol, in Spagna. La donna ha scelto di vivere lontano dalla costa per evitare affitti troppo elevati, accettando in cambio ore di viaggio e una quotidianità condizionata dal traffico.
La sua storia, raccontata dal quotidiano spagnolo El Mundo, riflette le difficoltà di molti lavoratori alle prese con il caro-affitti e l’aumento del costo della vita. In alcune zone turistiche, trovare una sistemazione accessibile vicino al lavoro è diventato sempre più complicato. María ha persino preparato un kit di emergenza in automobile per affrontare eventuali soste prolungate a causa di incidenti e imprevisti.
Affitti fino a 1.500 euro: meglio vivere nell’entroterra
A La Cala de Mijas, secondo il racconto della donna, una stanza con bagno e cucina in comune può costare fino a 800 euro al mese, mentre per un appartamento intero servono almeno 1.500 euro. A rendere ancora più difficile trovare casa ci sono le richieste di alcuni proprietari, che arriverebbero a pretendere fino a sei mesi di affitto anticipato.
Per questo María ha deciso di trasferirsi a Mollina, nell’entroterra della provincia di Malaga, dove ha acquistato una casa con un mutuo da circa 600 euro mensili. Una soluzione che, nonostante le spese per il carburante, le consente di risparmiare rispetto a un alloggio sulla costa.
La scelta, tuttavia, comporta sacrifici importanti. La donna parte ogni mattina alle 6:30 e, al termine del turno, deve affrontare il traffico dell’ora di punta. In presenza di ingorghi o incidenti, il viaggio di ritorno può durare oltre due ore.
Anche chi utilizza i mezzi pubblici deve fare i conti con le distanze
Quella di María non è una situazione isolata. La stessa tendenza riguarda altri lavoratori della zona, costretti a trasferirsi nei centri dell’entroterra per trovare abitazioni più accessibili. Alcuni colleghi della donna vivono a 50 o 60 chilometri dal luogo di lavoro, mentre lei percorre una distanza ancora maggiore.
Le difficoltà riguardano anche chi non possiede un’automobile. Susuka Márquez, cameriera di 22 anni, ha raccontato di aver lasciato un appartamento a Campanillas dopo che il proprietario aveva aumentato l’affitto da 450 euro a una cifra quasi doppia, diventata insostenibile con il suo stipendio.
Trasferitasi ad Álora, a circa 30 chilometri, la giovane impiega circa un’ora per raggiungere il lavoro in autobus. Con una retribuzione mensile di circa 1.200 euro, la distanza limita anche la possibilità di accettare turni aggiuntivi. Due storie diverse, accomunate dallo stesso problema: il costo delle abitazioni può costringere chi lavora a sacrificare tempo, riposo e opportunità professionali.
