Fisco, al via 1.400 lettere per l'Iva non dichiarata: 60 giorni per pagare o contestare (foto ANSA) - Blitz quotidiano
Entra nella fase operativa la nuova procedura prevista dalla legge di Bilancio 2026 per recuperare l’Iva non dichiarata. L’Agenzia delle Entrate si prepara a inviare le prime 1.400 comunicazioni ai contribuenti che hanno emesso fatture elettroniche o trasmesso corrispettivi telematici senza presentare la relativa dichiarazione annuale.
Il meccanismo consente al Fisco di calcolare l’imposta dovuta utilizzando le informazioni già disponibili nei propri archivi: fatture emesse e ricevute, corrispettivi telematici, liquidazioni periodiche e versamenti effettuati. In questo modo, l’amministrazione finanziaria può ricostruire la posizione fiscale del contribuente e determinare le somme da recuperare attraverso una procedura accelerata.
Secondo quanto riportato nell’articolo, le prime lettere riguardano contribuenti che nel 2022 hanno effettuato operazioni rilevanti ai fini Iva senza presentare la dichiarazione annuale tramite il modello Iva 2023. L’iniziativa punta a contrastare l’evasione fiscale e potrebbe generare maggiori entrate per lo Stato stimate in circa 646 milioni di euro nell’anno in corso e nel prossimo. Entro il 2030, il recupero annuale potrebbe avvicinarsi al miliardo di euro.
Sessanta giorni per contestare gli importi o pagare
Una volta ricevuta la comunicazione, il contribuente avrà 60 giorni di tempo per verificare gli importi calcolati dall’Agenzia delle Entrate e presentare eventuali contestazioni. Se ritiene che siano presenti errori o mancanze, potrà chiedere chiarimenti all’ufficio indicato nella lettera, utilizzando il servizio online “Consegna documenti e istanze”, disponibile nell’area riservata del sito dell’Agenzia.
Se invece non emergono contestazioni, sarà possibile regolarizzare la posizione versando quanto richiesto attraverso il modello F24 allegato alla comunicazione. L’importo comprenderà l’Iva dovuta, gli interessi e la sanzione per l’omessa presentazione della dichiarazione, ridotta di un terzo.
Il pagamento dovrà essere effettuato in un’unica soluzione: la procedura, secondo quanto riportato nel testo, non prevede né rateizzazione né compensazione con eventuali crediti fiscali. Il dettaglio delle somme sarà indicato nel prospetto allegato alla comunicazione, così da consentire al contribuente di verificare le singole voci.
Cosa succede se non si paga entro la scadenza
Il mancato pagamento e l’assenza di contestazioni entro i 60 giorni possono comportare conseguenze rilevanti. Trascorso il termine senza che il contribuente abbia chiesto chiarimenti, presentato osservazioni o versato le somme dovute, l’Agenzia delle Entrate potrà procedere con la cosiddetta iscrizione diretta a ruolo.
Si tratta del passaggio alla riscossione vera e propria, attraverso gli strumenti previsti per il recupero dei crediti fiscali. In base alla procedura descritta, possono entrare in gioco misure come fermi amministrativi, ipoteche e pignoramenti.
La nuova modalità punta quindi ad accelerare il recupero dell’imposta quando la dichiarazione annuale manca, ma i dati presenti negli archivi fiscali consentono di ricostruire le operazioni effettuate. Per i destinatari delle comunicazioni, diventa fondamentale controllare attentamente gli importi, verificare eventuali errori e rispettare il termine indicato nella lettera per evitare l’avvio della riscossione.
