(Foto Ansa)
Reggio Emilia, bufera rientrata. Forse. O quantomeno smorzata. Sono arrivate nella “Città del Tricolore” 22 insegnanti israeliane e la loro prima giornata di studio nel prestigioso Centro internazionale per l’infanzia Loris Malaguzzi è scivolata senza intoppi.
Le docenti si sono misurate nel centro di ricerca e innovazione educativa che mette in pratica la filosofia pedagica sviluppata dal celebre pedagogista di Correggio – un metodo studiato in tutto il mondo – le docenti, si diceva, hanno appreso i punti chiave del sistema educativo per bambini piccoli (da 0 a 6 anni), ne hanno colto le peculiarità, manifestando l’interesse a conoscere “i cento linguaggi” descritti da Malaguzzi – linguaggi verbali, artistici ed estetici (disegno, pittura, scultura) – e nel pomeriggio hanno lasciato “Reggio Children” visibilmente soddisfatte tanto da dichiarare: “Dobbiamo riportare la luce fra noi e mantenere saldo il ponte fra di noi”.
Dieci giorni fa lo strappo
Tutto è cominciato ai primi di ottobre quando si è diffusa la notizia che docenti americani filo Israele non sarebbero venuti a Reggio Emilia perché non graditi. Vero, falso? Di qui le polemiche, la crisi diplomatica. Oltretutto il 6 ottobre c’era stato un presidio e il giorno dopo, in seguito all’incontro con la consulta delle scuole e dei nidi d’infanzia, era arrivata la comunicazione ufficiale ai media di Reggio Children con la frase che ha provocato duri attacchi e accuse di antisemitismo.
Agli educatori e docenti in visita era stata chiesta, si diceva, “una ulteriore presa di distanza, esplicita, dalle politiche del governo Netanyahu”.
La presidente di Reggio Children parlando con alcuni genitori avrebbe detto: “Si chiede individualmente ad ogni persona di prendere le distanze dall’occupazione dei territori, dal genocidio”. Apriti cielo! Il gruppo statunitense allora ha rinunciato al viaggio rimandando la visita; gli israeliani invece hanno confermato la presenza.
È il caso di ricordare che il presidente della comunità ebraica di Milano Walker Meghnagi aveva parlato di “metodi da Terzo Reich”. Una bomba.
Il sindaco prova a spegnere il fuoco
Il sindaco Marco Massari di Reggio Emilia sta provando a spegnere il fuoco sulla frase incriminata che ha scatenato la rinuncia al viaggio della delegazione americana. Non è ancora chiaro chi ha inoltrato la richiesta di prendere le distanze dal governo Netanyau. Comunque Massari lunedì mattina ha ricevuto la delegazione israeliana cercando di salvare il salvabile. Ha spiegato: “Ho detto loro che le accogliamo senza tentennamenti nelle nostre scuole dell’infanzia e nel luogo in cui, da tanti anni, educatrici , educatori, insegnanti e ricercatori provenienti da tutto il mondo si incontrano per condividere esperienze, interrogarsi sul significato della educazione e costruire nuove possibilità per il futuro delle bambine e dei bambini. La nostra città ha imparato, grazie al pensiero di Loris Malaguzzi e le tante persone che ne hanno raccolto l’eredità che educare significa prima di tutto ascoltare”.
