Quella stalker di una suocera: trasloca pur di spiare figlio e nuora che la denunciano per minacce e crudeltà (foto dai social)
Solo nostro Santo Totò poteva consentirsi un po’ di indulgenza quando giocando con le parole arrivava a sostenere che “non tutti i mali vengono per suocere”.
“Ti spacco la testa con un martello”
Lo smentisce una suocera terribile, almeno stando ai fatti gravissimi e reiterati contestati dalla Procura di Torino a una vedova che avrebbe perseguitato il figlio, la nuora e i i nipotini. I pm l’accusano di stalking e diffamazione e ne chiedono il confinamento in carcere per 9 mesi oltre a un sostanzioso risarcimento.

Il campionario di atti persecutori si avvicina alla tortura psicologica in ambito familiare. Se la minaccia “ti spacco la testa con un martello” (sul Corriere della Sera la citazione degli atti del processo) rivolta al figlio potrebbe apparire una smargiassata, la questione della casa assomiglia al prologo di un tipico horror a sfondo domestico. Rivoli, Torino, è scenario perfetto per un Dario Argento in purezza.
I fatti in sequenza. Cinque anni fa, rimasta vedova, la signora concede generosamente agli sposini un appartamento, visto che di soldi per un mutuo neanche a parlarne.
La generosità si trasforma ben presto in un cappio. La suocera comincia a chiedere soldi, una specie di affitto via via sempre più esoso. Richieste accompagnate da ricatti, insulti, minacce e un continuo sparlare con vicini e conoscenti della intollerabile morosità della famigliola.
Che fosse per esigere il dovuto o per sola morbosa mania di controllo, meno di un anno dopo l’insediamento del figlio, la suocera si apposta tutti i giorni davanti all’abitazione, piantonando l’indirizzo per ore chiusa in macchina.
Stalking e diffamazione, chiesti 9 mesi di carcere
Ricatti e angherie assortite prostrano la nuora che sfiora un esaurimento nervoso che esige un ricovero, le bambine impaurite e traumatizzate, una delle due esce da scuola con le palpitazioni. La misura è colma, lo stato d’ansia non più sostenibile, la coppia decide di vendere l’appartamento e si trasferisce.
Colpo di scena: la suocera non si dà per vinta, vende anche lei e trova una sistemazione di fronte alle sue vittime preferite, così può controllarle dalla finestra del nuovo appartamento.
Nel frattempo la signora millanta adulteri e infedeltà reciproche nella coppia, minaccia il figlio di rovinargli la vita anche al lavoro, danneggiare i cantieri dove è impegnato, lo insulta davanti alle figlie dandogli del ladro.
Fino a quando il figlio è costretto a denunciare la madre per stalking e diffamazione. La Procura gli crede, chiede in Tribunale che la vedova paghi in solido, per i danni morali e la persecuzione psicologica cui li ha sottoposti, 30mila euro per ciascuno dei membri della famiglia.
