Agricoltori e autotrasportatori in sciopero: presìdi tra Calabria e Puglia e rischio blocchi, cresce l’allarme carburante (foto ANSA) - Blitz quotidiano
La Calabria si prepara a cinque giorni di mobilitazione contro il caro carburanti e l’aumento dei costi di gestione che colpiscono le imprese agricole e il settore dell’autotrasporto. Da venerdì 16 ottobre a martedì 20 ottobre, circa un migliaio di autotrasportatori dovrebbe unirsi alla protesta degli agricoltori, già in corso da oltre due settimane su strade e svincoli strategici della regione.
L’iniziativa, promossa da diverse sigle e movimenti, tra cui Fedralog Calabria e MTA, Movimento Popolare Nazionale, prevede 22 presìdi fissi distribuiti sul territorio. Sono annunciati rallentamenti e blocchi della circolazione, mentre un’ulteriore fase della mobilitazione sarebbe programmata dal 21 ottobre, in vista della manifestazione nazionale prevista a Roma il 27 ottobre.
Distributori senza carburante
L’emergenza carburanti è legata anche alla protesta degli operai dell’Ilva di Taranto, che da lunedì presidiano la Statale 106 bloccando i varchi della raffineria Eni. La mobilitazione, arrivata al quarto giorno, è legata alla chiusura dell’area a caldo dell’acciaieria e alle conseguenze occupazionali per i lavoratori.
La convocazione dei sindacati a Palazzo Chigi, prevista per il 27 ottobre, potrebbe favorire una sospensione dello sciopero e una graduale ripresa dei rifornimenti già da venerdì, secondo quanto riportato. Nel frattempo, le carenze di benzina e diesel non interessano soltanto la Calabria, ma anche diverse zone della Puglia e della Basilicata, dove si registrano lunghe code ai distributori e difficoltà nella mobilità.
La mappa dei presìdi
La protesta interesserà diversi punti strategici della Calabria. Sul Tirreno cosentino sono previsti presìdi lungo la Statale 18, tra Santa Maria del Cedro, Paola, Guardia Piemontese, San Lucido e Tortora. Nell’area urbana di Cosenza-Rende e nella Valle del Crati, la mobilitazione coinvolgerà Montalto Uffugo, Rende, San Marco Argentano, Spezzano Albanese e Castrovillari, oltre agli svincoli di Sibari, Frascineto e Villapiana.
Altri punti nevralgici saranno il porto di Gioia Tauro, l’aeroporto di Lamezia Terme, lo svincolo A2 di Falerna e la zona dei depositi petroliferi di Vibo Marina.
Per contenere gli effetti dei rincari, la Giunta regionale guidata da Roberto Occhiuto ha approvato un intervento straordinario da 15 milioni di euro: 10 milioni destinati alle imprese di trasporto merci su strada e 5 milioni alle aziende agricole. I contributi dovrebbero coprire parte dei maggiori costi documentati per l’acquisto di gasolio. La protesta, tuttavia, prosegue, mentre Unatras ha chiesto un incontro urgente al Governo, paventando una «paralisi totale» del Paese.
Code anche di notte per il pieno
A Brindisi, giovedì notte, alcuni video testimoniano le file interminabili e alcuni cittadini riferiscono di impiegato fino a due ore per un rifornimento. Code si sono viste anche a Potenza e in altri comuni lucani. A Matera, giovedì mattina, si è reso necessario anche l’intervento della Polizia municipale per regolare il traffico nei pressi di alcune stazioni di servizio.
Una situazione complicata dalla psicosi scatenatasi tra gli abitanti che, dopo i primi giorni, hanno iniziato a prendere d’assalto le pompe di benzina per fare il pieno.
