Cassonetti rovesciati a Roma (foto Ansa)
Si infiammano le scuole e sale la protesta degli studenti per il “No Meloni Day”, lo sciopero indetto dagli studenti italiani oggi, venerdì 16 ottobre. “Facciamo come la Francia” lo slogan che ha portato a questa mobilitazione, anticipata a Torino dove ieri ci sono state forti tensioni.
Corteo Roma: bruciate bandiere, petardi contro il ministero e cassonetti rovesciati
Oggi a Roma, una bandiera degli Stati Uniti e una di Israele sono state bruciate durante il corteo degli studenti. Durante la manifestazione sono stati inoltre scanditi cori che invitano a “boicottare” lo Stato ebraico. Durante il corteo che da via Cavour ha raggiunto il ministero dell’Istruzione a viale Trastevere, all’altezza di via Marmorata alcuni incappucciati hanno lanciato bombe carta e petardi fatto rotolare i cassonetti in mezzo alla strada per bloccarla.
“Siamo 20mila, la scuola la scrivono i popoli”, hanno urlato i promotori del corteo. “Protestiamo contro Valditara e i suoi provvedimenti”, hanno dichiarato. Gli studenti hanno scandito cori antifascisti, ma anche slogan contro il Pd e la Cgil. Una volta raggiunto il ministero dell’Istruzione in viale Trastevere sono stati lanciati petardi contro l’edificio. Gli studenti hanno urlato “noi da qui non ce ne andiamo” e “Valditara esci dal palazzo” e “vogliamo più aule non più bombe”. Poliziotti e Carabinieri sono schierati in tenuta antisommossa all’ingresso del ministero.

Lancio di uova a Torino, bruciato carro armato di cartone
Anche oggi sono proseguite le tensioni a Torino, dove c’è stato un lancio di uova contro gli agenti di polizia schierati in tenuta antisommossa davanti alla sede dell’Ufficio scolastico regionale in corso Vittorio Emanuele II. Qui è arrivato il corteo di oltre duemila studenti che hanno manifestato contro le politiche del governo sulla scuola e le spese militari. Dopo aver percorso corso Re Umberto, i manifestanti hanno raggiunto l’edificio presidiato dalle forze dell’ordine. Al grido “Tout le monde déteste la police”, sono state lanciate alcune uova contro gli agenti.
“Non è più il momento del dialogo, siamo arrabbiati. Non ci sono i soldi per le nostre scuole ma per le loro guerre sì. Siamo stanchi, non vogliono che mettiamo in discussione la guerra che ci fanno vivere. Lo ribadiamo, noi la guerra non la paghiamo. Se questa settimana abbiamo occupato trenta scuole, la prossima settimana saranno cento. Bruciamo tutto”, è stato scandito durante la manifestazione.
Un carro armato di cartone è stato bruciato in testa al corteo degli studenti sempre a Torino. Un gesto simbolico per dire no alla guerra e alle spese belliche. Mentre dal corteo arrivavano cori di incitamento, “brucia brucia”, alcuni dei manifestanti hanno dato fuoco al modellino con alcuni fumogeni colorati. “Noi la guerra non la paghiamo”, a scandire la scena.
Pisa, blitz degli allievi della Normale alla cerimonia di inizio anno
Alcune decine di allievi del corso ordinario della Scuola Normale hanno occupato con un blitz pacifico la scalinata dell’istituzione accademica che conduce alla sala dove stamani a partire dalle 10 era prevista la cerimonia inaugurale dell’anno accademico 2026/2027 per protestare “contro i tagli e la mancanza di trasparenza della Scuola” nei confronti degli studenti relativamente ai criteri di ammissione. L’inizio della cerimonia è stato dunque ritardato e non è stata ancora comunicato il nuovo orario di inizio.
10:52
Migliaia di studenti a Milano per il corteo “Nessuno è straniero”
Sono alcune migliaia gli studenti che stanno percorrendo le vie del centro di Milano per il corteo “Nessuno è straniero” che ha unito varie istanze del mondo studentesco: dalla contrarietà ai provvedimenti del Governo Meloni in tema di riforma scolastica al caro affitto, al ripudio del riarmo. Il lungo serpentone è partito da largo Cairoli, è appena passato per piazza della Scala per arrivare in zona Porta Romana, finora senza alcun momento di tensione. Cortei anche in Veneto: a Verona sono stati rovesciati alcuni cassonetti.
Cori contro Meloni a Firenze
“Nessuno è straniero” e il francese “L’Ecole est a nous” fanno da cornice alla manifestazione studentesca partita da piazza San Marco, a Firenze per protestare in particolare contro i tagli alla scuola ma anche contro il Dl Valditara sul tetto agli studenti stranieri in classe. Diverse le bandiere della Palestina. Oltre 2.000 le persone presenti di almeno 15 scuole superiori.
“Mentre le scuole cadono a pezzi, i professori vivono in situazioni di precarietà sempre più grave e il sistema scolastico rende impossibile allo studente vivere la scuola in modo sano e libero, le istituzioni si voltano dall’altra parte e invece di risolvere le problematiche che rendono la scuola un ambiente performativo, soffocante e oppressivo scelgono di colpevolizzare gli studenti stranieri, alimentando una politica di discriminazioni ed emarginazione”, viene spiegato dagli organizzatori. Tra i cori anche “Siamo tutti antifascisti”. Cori contro la premier Giorgia Meloni e slogan sugli striscioni come quello che segue: “Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente”.
