Torino, che sta succedendo nelle scuole: estintori, scontri tra studenti di destra e sinistra, arresti e rischio infiltrati (foto Ansa)
Finestre spaccate, estintori svuotati, pc distrutti, danni da migliaia di euro anche in una scuola elementare. Decine di istituti occupati da Milano a Napoli, botte tra ragazzi di destra e sinistra, studenti perquisiti da parte delle Digos prima dei cortei. Questo il clima che si è respirato nelle scorse ore nelle città italiane in vista dei cortei che sono stati organizzati oggi per il “No Meloni Day“.
L’irruzione in 3 scuole con il volto coperto da maschere di Carnevale
Giovedì 15 ottobre, gli episodi più gravi si sono verificati a Torino. Qui, un gruppo di quaranta giovani col volto coperto da maschere di Carnevale e da passamontagna, ha fatto incursione in tre scuole: l’istituto superiore Sella, l’elementare Ricardi di Netro e l’istituto Bosso-Monti. Sono stati momenti di paura e di tensione per chi era negli istituti scolastici: all’arrivo dei Carabinieri, alcuni dei componenti del gruppo hanno lanciato sassi contro i militari ferendone uno, che guarirà in dieci giorni.
Un ragazzo di 17 anni è stato arrestato per resistenza a pubblico ufficiale e denunciato per danneggiamento aggravato. Altri ventisette giovani sono invece stati identificati da Polizia e Carabinieri: sette, alcuni dei quali con il volto coperto, cercavano di entrare con la forza in una scuola del centro. Il quarto tentativo di entrare in una scuola, da parte di un centinaio di ragazzi che però non appartenevano all’istituto, è stato invece impedito dalle forze dell’ordine in un istituto della zona nordovest della città.
Al Peano danneggiati computer con un estintore
La Polizia ha poi identificato alcuni studenti, tra i 16 e i 20 anni, ritenuti promotori delle agitazioni sempre nei giorni scorsi in un istituto superiore, il Peano, durante le quali sono stati danneggiati arredi e computer. Durante i disordini, secondo le ricostruzioni, sono stati danneggiati arredi, computer e materiale didattico con l’uso anche degli estintori a polvere. I fatti sono stati filmati e i video virali sui social network hanno contribuito a individuare i responsabili.
Al Colombatto estintore contro chi si oppone all’occupazione
Al Colombatto di Torino è stato azionato un estintore contro gli studenti che cercavano di impedire l’occupazione della scuola. È quanto mostrano le immagini girate davanti all’istituto alberghiero. Qui ci sono stati momenti di tensione ai cancelli: gli studenti avevano provato ad occupare non riuscendoci. Secondo il racconto di uno dei rappresentanti degli studenti contrari alla protesta, un gruppo di giovani, alcuni con il volto coperto, avrebbe cercato nuovamente di entrare nell’edificio. “Stamattina (ieri mattina ndr) siamo andati di nuovo per evitare occupazione davanti a scuola”, ha raccontato il rappresentante, secondo il quale gli studenti favorevoli all’occupazione avrebbero lanciato petardi e utilizzato un estintore contro chi si opponeva alla protesta.
La stessa ricostruzione è stata fornita da Azione Studentesca, il gruppo giovanile di Fratelli d’Italia, che sostiene di avere impedito l’ingresso degli occupanti nella sede centrale. Il rappresentante degli studenti contrari all’occupazione ha raccontato ancora che la sede centrale alla fine non è stata occupata: alcuni studenti sarebbero riusciti però a entrare nella succursale. Sul posto è intervenuta la Polizia e la situazione è successivamente tornata tranquilla, con la scuola che ha potuto aprire per far svolgere tranquillamente le lezioni.
Gli episodi hanno innescato la polemica politica. “La devastazione di alcune scuole – ha accusato il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara – sono un fatto grave. Chi distrugge deve pagare i danni che se no ricadono sui cittadini italiani”. Anche per il sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, “quanto è accaduto è gravissimo: difendere le proprie idee è un diritto fondamentale, altro sono la violenza e il danneggiamento della cosa pubblica, comportamenti inaccettabili che meritano una condanna ferma”. Anche Forza Italia ha attaccato: “La protesta violenta a scuola non è un diritto”.
Avs contro i metodi usati dagli agenti
Ma per i deputati di Avs “le immagini dell’alunno che chiede aiuto mentre viene immobilizzato su un autobus da due agenti sono scioccanti. Trattare come criminali i ragazzi che si mobilitano – sottolineano dal partito di Fratoianni e Bonelli – è un nuovo salto di qualità nella foga repressiva di questa città” e annunciano interrogazioni.
Rischio infiltrati nelle manifestazioni
Si teme che tra chi ha protestato ci siano degli infiltati: è successo in Francia e potrebbe accadere anche in Italia. Ad aver cercato di capire chi c’è dietro a queste proteste è il giornale locale Torino Cronaca che riporta il caso di un 20enne fermato dai Carabinieri, rilasciato e poi denunciato al Boselli (una scuola di Torino ndr). Il ragazzo “è sì studente ma frequenta il corso serale. Dunque, al mattino non sarebbe nemmeno dovuto venire. Il giovane appartiene (…) a Seconda generazione, collettivo formato in gran parte da ‘maranza’ (visto che sono loro stessi a identificarsi come soggetti ‘nati e cresciuti in Italia, figli delle migrazioni’)”. Il 20enne fermato era stato visto in prima fila anche al corteo pro-Pal che si svolto a Torino sabato scorso. Prosegue Torino Cronaca: “E anche il minorenne arrestato dai Carabinieri ieri mattina, non è uno degli studenti. Insomma, ad agire sono violenti estranei alla scuola, cioè dei veri e propri infiltrati”.
