(Foto Ansa)
La protesta degli autotrasportatori contro il caro carburante continua a provocare disagi sulle principali arterie del Mezzogiorno e cresce la preoccupazione per le conseguenze sulla distribuzione delle merci. Nelle prime ore di oggi, lunedì 19 ottobre, la mobilitazione ha causato la temporanea chiusura del nodo tra l’A1 Milano-Napoli e l’A30 Caserta-Salerno, per chi proveniva da Napoli. Si sono formate code fino a tre chilometri tra Caserta Nord, Maddaloni e gli svincoli della rete autostradale campana. In Calabria è stato rimosso all’alba il blocco delle rampe dell’A2 a Falerna, nel Catanzarese, ma resta attivo il presidio. Tir in sosta anche agli ingressi di Potenza e nella zona industriale di Tito, in Basilicata.
La mobilitazione coinvolge autotrasportatori, agricoltori e olivicoltori ed è cresciuta progressivamente nelle ultime settimane estendendosi dalla Calabria alla Puglia, alla Campania, alla Basilicata e alla Sicilia. Nei giorni scorsi si sono registrati rallentamenti, blocchi di svincoli autostradali e difficoltà nei rifornimenti di carburante, con distributori rimasti a secco in diverse località del Sud.
Al centro della protesta c’è soprattutto l’impennata dei costi del gasolio. Secondo le testimonianze dei camionisti, per un viaggio di andata e ritorno tra Calabria e Milano il costo del pieno è passato da circa 1.300-1.500 euro a 2.600 euro. A pesare sono anche pedaggi, assicurazioni, pneumatici e ricambi.
Gli operatori chiedono lo sblocco delle risorse già stanziate, nuovi aiuti e tempi più rapidi per i rimborsi delle accise. Gli agricoltori denunciano invece i rincari di concimi, energia e carburanti, oltre alla concorrenza delle importazioni e ai prezzi di vendita insufficienti a coprire le spese.
A rischio anche supermercati e servizi essenziali. Se i camion restano fermi, i rifornimenti possono rallentare e gli scaffali dei supermercati iniziare a svuotarsi, soprattutto per i prodotti freschi e deperibili. La merce che rimane bloccata nei magazzini rischia inoltre di deteriorarsi, mentre gli allevamenti potrebbero incontrare difficoltà nell’approvvigionamento dei mangimi. Ulteriori problemi potrebbero riguardare le consegne di medicinali, i rifornimenti di carburante e il trasporto pubblico locale, con possibili ripercussioni su lavoratori e studenti.
L’incontro di martedì
Il ministro dei Trasporti Matteo Salvini intanto ha confermato per il 20 ottobre un incontro a Milano con le rappresentanze della categoria, annunciando la possibilità di sbloccare risorse e stanziare ulteriori fondi. Fedralog ha però ribadito che il fermo proseguirà fino alla scadenza prevista. In assenza di risposte concrete, i manifestanti minacciano però di intensificare la mobilitazione e portare i mezzi a Roma.
