Allarme Parmigiano Reggiano: troppe forme. Parte il progetto per frenare la produzione nelle cinque province emiliane-mantovane (foto ANSA) - Blitz quotidiano
Allarme Parmigiano: troppe forme prodotte. Un aumento del 5% dall’inizio dell’anno che rischia di superare la capacità di assorbimento del mercato. Con conseguenze inevitabili. Cioè crollo del prezzo e minore redditività per i caseifici. Morale: nei giorni scorsi si è riunita a Reggio Emilia l’Assemblea generale dei Consorziati e con il 97,9% è stata presa una decisione storica, ovvero un piano di misure per il 2026 e il 2027 chiamato “Progetto equilibrio”. Obiettivo: frenare la crescita produttiva, salvaguardare il valore del “Re dei formaggi “, tutelare l’intera filiera.
Un piano indispensabile
Varato un piano contenitivo. Un piano che prevede contributi economici più elevati per i caseifici che superano le quote produttive assegnate, con importi fino a 65 euro al quintale nel 2027 per chi registra gli sforamenti maggiori; inoltre sono stati inseriti nuovi vincoli, come una trattenuta del 5%, per chi vende le proprie quote aziendali all’esterno della filiera. Entro fine anno l’intero pacchetto o entrerà in vigore non appena arriverà il via libera da parte del Ministero dell’Agricoltura (Masaf). L’assemblea ha inoltre ratificato la nomina di Guglielmo Garagnani a presidente della sezione di Bologna dopo le dimissioni di Giulio Ghiaroni. Il presidente del consorzio Nicola Bertinelli soddisfatto. Ha dichiarato: ”Quello di oggi è un passo importante, di profonda consapevolezza. I soci hanno capito che occorre fare un piccolo sacrificio per avere un grande beneficio nell’intera filiera. La misura approvata ci consente di sostenere con maggiore efficacia le azioni del piano marketing. Inoltre ci permette di rafforzare l’efficacia dei controlli, in sinergia con la serie di verifiche rafforzate legate al nuovo piano e i presentato dall’organismo di controllo”.
Cinque province coinvolte
La produzione del latte, la trasformazione, la stagionatura minima e il confezionamento sono fatte esclusivamente nelle province di Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna alla sinistra del fiume Reno e Mantova alla destra del fiume Po. Un territorio in cui si concentrano i circa 3.000 allevamenti in cui le bovine vengono alimentate con foraggi prodotti in quest’area. Di qui l’unicità del Parmigiano Reggiano che ha inconfondibili caratteristiche nutrizionali e un alto potere saziante.
Un formaggio celebrato nella storia
Una storia lunga 800 anni. Il “Re dei formaggi” è nato nel XII secolo (Medioevo) nella Pianura Padana grazie alla intuizione dei Monaci Benedettini e Cistercensi che erano .alla ricerca di un formaggio a pasta dura. E lo hanno trovato. La sua popolarità è cresciuta nei secoli tanto da coinvolgere fior di scrittori italiani (Boccaccio e Collodi intesta) e stranieri, primo fra tutti Tolstoj che lo cita nel celebre banchetto del romanzo “Anna Karenina”. Tanta fama è però costata, e costa, un pesante rovescio di medaglia: è uno dei prodotti alimentari più contraffatti al mondo. Il giro di affari dell’ingannevole “Parmesan” è stimato in 2 miliardi di euro (200 mila tonnellate). Ovvero tre volte le esportazioni ufficiali del vero Parmigiano Reggiano. E’ un allarme senza fine.
